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Precisazioni sul Sinodo

Chi ha aperto i giornali di domenica mattina, o visto o sentito trasmissioni sui vari media, si sarà convinto che la Chiesa ha concesso ai divorziati risposati di fare la comunione e che ha cambiato idea su molti temi scottanti, finendo per accettare la svolta liberal della nostra intellighenzia.
Tuttavia, se poi uno fosse andato a vedere i documenti di riferimento, avrebbe scoperto con sorpresa che i documenti non dicono nulla di quanto affermato dai media italiani. Dunque facciamo un po’ di ordine:

  1. il Sinodo era ed è a maggioranza “conservatrice”, per quanto questo termine sia orribile. Il Papa ha fatto molte nomine (45), di cui 30 progressisti e 15 conservatori, in modo tale da non cambiare la maggioranza;
  2. al Sinodo si è discusso di molto temi che riguardano la famiglia in un’epoca difficile, ribadendone centralità e importanza per la vita umana. La Chiesa non dice mai verità valide solo “per chi ne ha esperienza”, altrimenti sarebbe una setta;
  3. il Sinodo ha ribadito che l’unica famiglia è quella composta da un uomo e una donna;
  4. ha raccomandato comprensione, condivisione e comunione verso tutti, stando attenti a non discriminare (come dice il catechismo) tutti coloro – omosessuali inclusi – le cui vite, per vari motivi, cadono al di fuori del matrimonio sacramentale, senza venir mai meno alla verità;
  5. ha detto di accompagnare il dolore dei tanti battezzati che sono divorziati risposati, la cui casa rimane la Chiesa, togliendo le esclusioni superficiali (il leggere a messa, ecc.) e non parlando affatto di eucaristia data ai divorziati risposati (ovviamente il problema non sta nel divorzio ma nella convivenza stabile con una persona che non è la moglie davanti a Dio).

Le proposizioni sono state tutte votate con la maggioranza dei due terzi dei votanti (176). Quella a cui i giornali fanno riferimento, la 85, ha ottenuto una maggioranza di misura, ma sempre dei due terzi (del Sinodo a maggioranza conservatore).
Molti giornali stranieri titolano (con rammarico) che il Sinodo non ha toccato nulla della dottrina.
Allora perché i giornali italiani hanno titolato tutto il contrario?
Buona domanda. Pasolini lo chiamava Potere, che forse aveva già deciso come doveva andare secondo calcoli e mode umane. Ma fortunatamente nella Chiesa esiste una forza di resistenza al potere, che sfugge ai calcoli. E che occorre ringraziare perché tiene vivo e alto l’ideale per tutti.

www.lastampa.it – Sinodo. Voti rovesciati?

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