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Preferisco Formigoni

L’attacco perenne a Formigoni è indecente. Sarà un caso, ma in 6 mesi i giornali e i vari poteri forti italiani hanno distrutto Berlusconi, Bossi e ora Formigoni: tre politici con rappresentanza popolare e non appartenenti all’intellighenzia. Sarà un caso. Ma nel caso di Formigoni diventa evidente la manovra manipolatoria.
Ogni giorno un articolo di una pagina sui quotidiani nazionali per dirci che: Formigoni va in barche e ristoranti di lusso a spese di amici che hanno problemi giudiziari, ha gusti particolari nei vestiti e normalissimi in fatto di donne (yes, nonostante abbia una vocazione alla castità; chi è senza peccato – in qualunque vocazione – in parole, opere e pensieri scagli la prima pietra!); ha fatto un viaggio in aereo offerto da una persona in carcere (anche se lo pagasse Totò Riina non è un reato!).
And so what? E quindi?
Un politico non si giudica dalla moralità privata – su cui ciascuno faccia i conti con se stesso – o pubblica – dove se uno ha commesso dei reati pagherà. Si giudica dal bene comune che crea e dalla vicinanza alla dottrina sociale della Chiesa, cioè dal tendere a fare leggi che rispettino tutto l’uomo in tutte le sue dimensioni. Su entrambi i criteri la Lombardia di Formigoni è davanti a molte, se non a tutte le regioni italiane.
Come sempre la micidiale tenaglia giustizia-moralismo fa fuori innanzi tutto l’uso della ragione. Quello che si vuole è un popolo moralista e sentimentale. Con meno contraddizioni – forse, se ci riescono, almeno in pubblico – ma senza passione al bene comune perché senza popolo per cui lottare. Preferisco Formigoni che ha un ideale e un popolo e, come me, non è a posto.

Torpedine