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Primi giorni…

Ho riletto Il Denaro, di recente (Charles Pegùy – “Denaro” – Piano B Editore). Trascrivo dalla prima pagina:

“Niente è più misterioso di quei silenzi preparativi che attendono l’uomo agli inizi della vita. Tutto si compie prima dei dodici anni. Venti, trent’anni di ostinato lavoro, tutta una vita di fatiche non potranno erigere né abbattere ciò che è stato fatto, ciò che è stato disfatto, una volta per tutte, prima di noi, senza di noi, per noi, contro di noi.”

Io insegno in una scuola media e questo giudizio mi inchioda. Quelli che trovo in classe ogni giorno sono poco più che bambini: hanno raggiunto una autonomia che non vogliono perdere ma hanno ancora la consapevolezza che impareranno solo dal di dentro di un rapporto. Per questo si accostano, ti stringono, arrivano a scuola con le domande più assurde (che poi sono le uniche vere, perché sono quelle che urgono), alzano continuamente la mano per dire, per chiedere, per farti capire che ci sono… Dopo cresceranno – stanno già crescendo – e usciranno da questa scuola un po’ più scafati, come (forse) è giusto che sia. Ma il giudizio di Pegùy non me lo tolgo dalla testa e dal cuore mentre li guardo e capisco che un po’ della posizione che avranno domani – da uomini – dipende da come io li avrò guardati oggi, da quanto si saranno sentiti compresi, voluti, amati. E’ una responsabilità troppo grande per una poveretta che condivide con loro soltanto una manciata di ore di una materia qualunque? Può darsi, ma è il poco che riesco a fare e per oggi mi basta.

Buon ri-inizio. A tutti!

Alice