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Quando l’onestà andrà di moda

Mentre seguo, con grande attesa, l’esito definitivo delle elezioni al Senato e alla Camera, provo a mettere insieme alcuni spunti che ho raccolto in queste ultime, convulse giornate, e il quadro, nonostante l’esaltante “quasi rimonta” del centrodestra (esaltante anche perché è segno che ci sono ancora molti italiani che non si fanno abbindolare dai giornali e dai maitre-a-penser e benpensanti nostrani), presenta alcuni segni davvero preoccupanti, riassumibili in una parola: moralismo.
Vi cito solo due episodi che mi hanno fatto riflettere.
  1. Nei giorni scorsi ha fatto il giro del web la lettera di un sacerdote umbro che ha risposto duramente ad un’aspirante senatrice del Pdl colpevole di aver ricordato ai parroci le posizioni molto diverse dei due principali schieramenti in merito a quelli che la Chiesa definisce valori non negoziabili: nella risposta il sacerdote afferma che “tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica e di testimonianza, sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli” arrivando poi ad affermare che “nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto , mentre ce ne sarebbero molte che mettono in rilievo il comportamento anticristiano di Berlusconi. Ora, a parte la scarsa conoscenza della dottrina della Chiesa in merito ai valori non negoziabili, la cosa più preoccupante mi sembra proprio la propensione a scagliare la prima pietra e a cercare i classici oggetti (pagliuzze o travi, poco importa…) negli occhi degli altri, pretendendo peraltro di farlo in nome di Gesù!!!
  2. Beppe Grillo: alle 15, mentre i seggi chiudevano e non era ancora emersa in tutta la sua ampiezza l’ondata di voti raccolta dal movimento 5 stelle, Grillo postava sul suo blog una vignetta con lo slogan “L’onestà andrà di moda”. E infatti nel pomeriggio le dichiarazioni dei vari rappresentanti del M5S alla radio erano inequivocabili: “Ci accorderemmo con la sinistra solo per fare una legge sul conflitto di interessi e una vera legge contro la corruzione”, e via dicendo sulla scia della peggiore tradizione di “mani pulite”. Certo, quando nel più piccolo comune della provincia di Campobasso, Provvidenti (128 abitanti, 102 elettori e 70 votanti al Senato, 110 elettori e 75 votanti alla Camera) il Movimento 5 stelle è il primo partito con il 43,54% al Senato e il 46,26% alla Camera, allora vuol dire che – accanto a tutta una serie di altre considerazioni che certamente occorrerà fare – questa mentalità moralista è arrivata molto più in là di quello che ci saremmo potuti aspettare!
  3. A proposito di… Provvidenti, mi torna proprio ora in mente quest’altra citazione: “L’eterna provvidenza vi ha chiamati – unici dall’inizio del mondo – a ristabilire sulla terra l’impero della giustizia e della libertà, sotto i lumi più vivi che abbiano mai rischiarato la pubblica ragione, in mezzo a circostanze quasi miracolose che essa si è compiaciuta di riunire, per assicurarvi il potere di restituire all’uomo la sua felicità, le sue virtù e la sua dignità originaria”. No, questo non è Beppe Grillo, anche se ci assomiglia. Questo è Robespierre. Sappiamo tutti come è andata a finire!

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