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Ridere è una cosa seria

Cari amici della Spigola,
come va? Ho letto alcune vignette apparse sul periodico satirico francese Charlie Ebdo che ritraevano alcuni morti del terremoto cosparsi di sangue come di pomodoro e con la didascalia “Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. Alle reazioni indignate hanno risposto “Le case le ha costruite la mafia”.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-terremoto-nel-centro-italia/charlie-hebdo-doppia-satira-sul-sisma-di-amatrice-l-ambasciata-in-italia-non-e-il-pensiero-della-francia_3029060-201602a.shtml

Ora, che le case non siano antisismiche siamo d’accordo, che sia stato sottovalutato il fenomeno posso concordare, tuttavia l’attività sismica dell’appennino sta cambiando velocemente. Detto questo però rimangono diverse domande anche di comprensione: quando la rivista faceva satira sul papa, sulla chiesa in generale e sulla religione, non si levavano grida di sdegno così forti dagli stessi ambienti che ora (giustamente, lo sottolineo GIUSTAMENTE) prendono le distanze (vedi l’ambasciata francese in italia). Perché? Prima si difendeva il diritto di satira a tutti i costi, adesso le stesse persone dicono che la satira ha esagerato. Mi chiedo anche: da dove nasce l’umorismo?
La risposta alla prima domanda credo che sia molto legata al sentimento umano che lega le persone: quando ad essere offesa è una cosa, o meglio qualcuno cui vuoi bene, subito ti ergi a difesa e non ti interessano i principi di libertà, uguaglianza ecc. Il voler bene a una persona la rende sacra e col sacro non si scherza. Voler bene non diminuisce la libertà ma introduce la moralità, cioè il modo vero di fare le cose.
La risposta alla seconda domanda è misteriosa. Credo che l’umorismo nasca da un contrasto che si risolve, e la risata è il segno del sollievo.
Ad esempio quando tiro la torta in faccia rompo uno schema, genero un contrasto rispetto a una situazione d’ordine costituito. Nel momento in cui capisco che è un gioco, il sollievo mi fa ridere. Come il tizio che cade sulla buccia di banana: se ha anche in mano una torta con cui cadendo colpisce uno vestito con giacca e cravatta, fa ancora più ridere. Però se succede a un cameriere vero non mi fa ridere perché sono dispiaciuto per il cameriere.
Tornando a noi, quando una cosa fa ridere e quando è fastidiosa?
Evidentemente ci sono cose sulle quali non si può scherzare, su altre sì.
Quanto più uno ama, tanto più sa far ridere.
Quando non si ama più, quando al voler bene si sostituisce l’ideologia, non c’è più spazio per l’umorismo perché quello spazio è stato occupato dalla violenza.
Bene, ora vado che mi hanno appena raccontato una barzelletta:
– Com’è finita con tua moglie?
– Sapessi, è venuta da me in ginocchio.
– Ah, sì? E che cosa ha detto?
– Vieni fuori da sotto il letto, vigliacco!

Ma non temete…

stanlio-e-ollio-e-la-loro-comicita

Tonno subito