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Rigore è quando arbitro fischia.

È morto ieri Vuja Boskov, un grande allenatore, uno che ha vinto lo scudetto con una squadra poco blasonata e non certo favorita da ricchezza, amicizie governative, pressione sociale.
Boskov era anche famoso per le sue frasi di realismo elementare: “Rigore è quando arbitro fischia” o “Più bravo di Boskov è chi ha più punti di Boskov in classifica”. Sembrano frasi da prendere in giro, ma non lo sono. Ogni tanto io me le ricordo, a commento di certi casi duri e inevitabili della vita.
In un mondo come il nostro ce n’è bisogno. Mentre tutti tendiamo a relativizzare e a interpretare ciò che succede come un’immagine soggettiva sempre riformabile a nostro vantaggio, a giustificarci, a incolpare i soprusi e le cattiverie (altrui, s’intende), le frasi celebri di Boskov ricordano che nella vita ci sono fattori che non dipendono da noi (benedetto caso!) e che sono oggettivi e a volte ingiusti (a svantaggio o a vantaggio che siano), che la verità dei fatti è una e non due (una mezza verità non è la verità) e che è meglio accettare che alle volte altri siano più bravi di noi.
Bisogna avere un cuore appassionato e in pace per ammettere la verità con realismo. Ci risparmieremmo la moviola moralista e piagnucolona del calcio e delle nostre vite, ed è l’unico modo per provare sempre a domandare e a lottare per vincere.

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