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Rorate Caeli

Da un’indagine condotta da due ricercatrici della University of British Columbia di Vancouver, Elizabeth Dunn e Lara Aknin, e da un esperto di marketing della Harvard Business School, Michael Norton, emerge questo dato: “la felicità procurata da un regalo fatto ad altre persone è maggiore rispetto a quella che può derivare dallo spendere soldi per se stessi, anzi la soddisfazione è direttamente proporzionale all’aumentare del consumo per il prossimo”.
La ricerca, sviluppata negli Stati Uniti, ha coinvolto un campione di 632 persone.
Questa notizia mi ha fatto sorridere, perchè è molto vera per la mia vita; anch’io senza essere scienziato mi accorgo che quando mi rendo utile a qualcuno sono più contento. Dal dare 1 euro a Samìl che vorrebbe vendermi un accendino al giorno, all’aiutare la mia collega a spingere la macchina bloccata per il freddo.
Interessarmi agli altri fa parte della mia natura di uomo, tant’è che quando capita sono più contento.
Solo che quando incontri sul serio qualcuno, quando arrivi a discutere di come fa a cavarsela con i problemi della vita, ti accorgi di quanto il suo bisogno sia misteriosamente grande.
Questo fa nascere certe domande: come posso aiutarlo veramente? Come consolarlo? Cosa vuol dire volergli bene? Chi gli salva la vita?
A queste domande non potrebbe mai bastare una risposta teorica, ci vuole qualcuno.
C’è bisogno di incontrare qualcuno che ti voglia bene così, qualcuno che dia questa profondità alla vita.
Ieri mi è capitato di rileggere e cantare il canto gregoriano di Avvento Rorate Caeli, ne cito un pezzetto:
“[…] Consolamini, consolamini, popule meus, (Consòlati, consòlati, o popolo mio) Salvabo te, (ti salveró) noli timere, (non avere paura. Perché) ego, enim, sum Dominus Deus tuus, (Io sono il Signore tuo Dio) Redemptor tuus, (il tuo Redentore) […]”.
Più passa il tempo e più capisco che quando incontri uno così, volersi bene diventa un compito nel mondo, spendersi perché tutti vedano, perché tutti sappiano che la vita non è una fregatura, che c’è la possibilità di essere consolati, di essere felici, di essere salvati.
Sabato sono stato al matrimonio di due miei amici, e ieri sono andato a trovare altri due amici in ospedale perché è appena nato il loro primo figlioletto. Dico di loro perché questi sono grandi segni per me innanzitutto e per il mondo, di dove poggia la certezza che ti fa dire un desiderabile “per sempre” e del compito che questo genera nel mondo.

Razza