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Salviamo tutto

Di tutto si parla in questo periodo. È ricominciato il campionato, il vulcano di Stromboli ha eruttato, Greta ha fatto la sua traversata oceanica in barca a vela – cosa che detta così suona veramente male, ma è un dato di fatto – e l’Amazzonia brucia. Poi c’è la politica italiana, il voto non voto, il governo giallo rosso verde, più rosso che giallo, anche se il verde spopola. E come non sgranocchiare qualche bella consultazione, che dovrebbero essere concluse, ma che continuano. D’altronde si stanno solo consultando? E poi c’è l’Argentina sull’orlo del baratro economico, mentre la Francia killera il povero Lambert e l’Olanda eutanasizza la prima persona non consenziente. E poi è ricominciata la scuola, cioè il traffico, le levatacce dei genitori per accompagnare il loro unico figlio, che ha già tutta la giornata e forse la vita organizzata, tra tennis, danza, nuoto e violino: ah, giusto, c’è anche il catechismo, ma per fortuna è l’ultimo anno che deve frequentare, poi potrà non praticare. Insomma il destino ha ripreso il suo decorso.

E lo ha preso anche per me, che insegno in una scuola superiore statale. Un piccolo bulloncino in un ingranaggio mondiale complicatissimo, ma che – tranquilli – in fondo ha il tempo contato, perché saremo tutti soffocati dalla plastica. Ma volete sapere quali sono stati i temi principali del primo collegio docenti plenario? 1. Ma quante volte posso far uscire uno studente che chiede di andare in bagno? 2. Ma se l’ora prima è già uscito, posso impedirgli di andare in bagno? 3. C’è un modo per sapere se lo studente è realmente andato in bagno? 4. Quanto posso tollerare che lo studente rimanga in bagno? 5. È legale chiedere un certificato medico, qualora uno studente esca più volte durante la mattinata per andare in bagno? 6. Posso sbattere fuori dalla classe uno studente che si dimostra annoiato durante la lezione, oppure disturberebbe troppo in corridoio? 7. Si può evitare che il personale ATA entri in continuazione nelle mie ore per consegnare circolari? 8. Come faccio a far sì che uno studente non usi il cellulare in classe? Posso requisirlo o rischio una denuncia? 9. Qualora lo si requisisca, a chi lo devo consegnare? 10. Se uno studente entra alle 8.07, lo devo fare entrare in classe o lo devo fare stare in corridoio o lo devo mandare dal vicepresidente che lo terrà in auditorium insieme ad altri 70 compagni ritardatari? Creo casino se faccio così, altrimenti per carità lo tengo in classe senza considerarlo. A questo punto il sottoscritto si è defilato dalla riunione.

Ora un appello Urbi te Orbi. Genitori di tutto il mondo unitevi. Ribellatevi. Potete farmi il favore di cominciare a interessarvi di qualcosa dell’educazione dei vostri figli? Potete chiedere cosa succede all’interno di quell’istituzione chiamata SCUOLA? Potete interessarvi ai programmi svolti o che verranno svolti a breve? Potete chiedere chi sono i professori dei vostri figli?

Vi prego, aiutateci. Vi prego aiutate i vostri figli. Forse così aiuterete seriamente anche la società, la politica e il pianeta. E anche l’Amazzonia. E anche chi muore di nostalgia per una vita che stanno facendoci sembrare assurda. Grazie.

Il Pigo