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SCHERZA COI FANTI E LASCIA STARE I SANTI

Un detto di casa mia recita: “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”. Ed è il commento e il giudizio che è venuto fuori disquisendo dello scherzo di cattivo gusto fatto a Paolo Brosio lunedì sera. Il giornalista ha pianto di commozione per aver ricevuto la telefonata di Papa Francesco e poi ha pianto di delusione per aver scoperto che era tutto uno scherzo. A chi ha commentato la vicenda dicendo che Brosio è un invasato piagnucolone ho risposto che al riconoscimento di un dono immeritato non si può che rispondere con una commozione che parte dal più profondo del proprio cuore e si esprime con le lacrime (di dolore per il male fatto e di gioia per aver ricevuto il perdono) e con le azioni, giacché la commozione ha in sé il significato di “movimento”. Brosio è rimasto, infatti, un uomo impegnato con la propria vita e il proprio lavoro, la cui conversione non ha comportato un’introspezione, ma una passione per la sua vita e per quella degli altri; un uomo commosso, che, dopo essere stato mosso da un
incontro con qualcosa di eccezionale la cui origine è da rintracciarsi nel cristianesimo, continua a muoversi e commuoversi.
Scherzare con quello che ha cambiato la sua vita è stato di pessimo gusto, ma anche difficile da immaginare da parte di chi non ha incontrato qualcosa a cui dare tutta la sua vita… Tuttavia facile da comprendere se lo si desidera; e che tutti cerchino questo valore a cui dare la vita era evidente dall’imbarazzo nel rivelare a Brosio che era uno scherzo, ovviamente mal riuscito! Che il miracolo dell’incontro vissuto da Brosio sia possibile per tutti, santi e fanti.

Pescinfaccia

Una risposta a “SCHERZA COI FANTI E LASCIA STARE I SANTI”

  1. Ciao Pescinfaccia!
    a me piacciono tantissimo gli scherzi, è una cosa più forte di me.
    Bisognerebbe approfondire da dove nasce la risata.
    Di solito alla fine di una barzelletta la risata avviene come sollievo: la prima parte è una caricatura, nella parola finale è svelato il controsenso che sottolinea la verità.
    Ad esempio: il colmo per un idraulico? non capire un tubo.
    Nello scherzo a Brosio si capisce cosa intende per verità l’autore dello scherzo: chi crede in Dio è un cretino che crede a tutto e che non è in grado di usare la ragione.
    Un po’ come la pensa la redazione del giornale satirico francese circa tutti coloro che credono in Dio.
    Solo che sulla cattiveria dei giornalisti francesi non si può scherzare, rischi di finire in galera oppure tacciato di oscurantista medievale.
    Questa “libertà” è il frutto del relativismo.
    Il relativismo ha anche un altro frutto: l’assenza di contenuti e l’incapacità di rispondere alla violenza integralista.

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