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Sulle elezioni francesi: Le Pen non è Trump

Peggio di così non poteva andare: le due forze popolari tradizionali francesi – i repubblicani e i socialisti – sono state eliminate dalla corsa per l’Eliseo. Peggio ancora perché stavolta il candidato dei repubblicani era un cattolico vero ed infatti è stato puntato (e tradito) subito. Adesso la corsa è fra Macron , il radicale liberista, e Marine Le Pen, la leader del Front National.

Macron è un Renzi più radicale: dichiarazioni per l’espansione dei diritti LGBT, favorevole alla pratica dell’utero in affitto, favorevolissimo all’Europa ma anche al capitalismo sfrenato Silicon Valley.

Sfortunatamente però la Le Pen non è Trump: fieramente statalista, laicista sebbene con rispetto personale per la Chiesa in quanto tradizione culturale, una storia con richiamo al razzismo nelle corde del suo partito, anti-europeista.

Insomma, da un punto di vista cattolico, peggio non poteva andare. Nessuno dei due andrebbe bene. Tuttavia, un cristiano non può essere neutrale né non votare. We take sides, prendiamo sempre una parte. Alla fine,  quindi, forse è meglio votare Macron solo perché l’Europa è un’idea cristiana, anche se così come è fatta non va bene (ma ormai lo dicono tutti, anche Macron) e perché lo statalismo e il razzismo sono nemici più coriacei del liberismo alla Silicon Valley che verrà presto giù da solo. Così infatti ha detto anche Fillon nell’ammettere la sconfitta. Peccato, speriamo che la Francia abbia un’altra chance presto.

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