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Terzo dibattito e tre settimane to go

Il terzo dibattito presidenziale negli US è stato di nuovo uno show. Hillary e Donald si sono attaccati personalmente senza esclusione di colpi. La corrotta e il buzzurro. Anche stavolta assegnerei un pareggio e di nuovo lo valuterei secondo i fini. Trump doveva fissare qualche colpo definitivo dopo aver respinto nel primo dibattito l’idea di essere uno stupido e nel secondo quella di essere un maiale.

In realtà, Trump ha convinto abbastanza sul fatto che la Clinton foundation è corrotta e che Hillary è la rappresentante di un sistema che non ha fatto nulla se non arricchire se stesso. Tuttavia, nonostante l’imbarazzo dell’opponente su email e fondazione, Trump non è riuscito a invertire la convinzione dell’elettorato medio e dei media di essere sopra le righe, nervoso e, dunque, pericoloso. La sua frase finale sul non essere sicuro di accettare gli esiti di un voto di un sistema corrotto avrà rinvigorito i suoi ma ha scandalizzato molti (meno di quello che dice la stampa, ma comunque un po’ ha scandalizzato. In realtà, è stato il democratico Al Gore l’unico che finora ha messo in discussione un voto, anche se l’ha fatto dopo e non prima delle votazioni).

In fondo, l’impressione è che i dibattiti siano finiti in 3 pareggi e i sondaggi, che sono variati molto poco a seguito dei dibattiti, sembrano confermarlo. La vera differenza per ora, dopo le spinte iniziali che li avevano portati al pareggio, l’ha fatta il nastro con le affermazioni sul sesso fatto circolare due settimane fa e la conseguente presa di distanza di alcuni senatori repubblicani. Trump ha tre settimane per convincere tutti che le email (atroci) della Clinton sono affare ben più serio di frasi (orrende) da spogliatoio. Secondo la media dei sondaggi ora è indietro di 6%. La mia opinione è che se riesce a scendere sotto il 3% possa vincere perché ci sono molti che lo voteranno senza dirlo, come avveniva in Italia per Berlusconi. Se in tre settimane non riesce a scendere sotto quella cifra, perderà. IN quel caso la sinistra che sempre invoca il cambiamento per giustificare qualsiasi decisione (“tutto è cambiato quindi è inutile combattere per qualcosa”) manterrà lo stato attuale delle cose e dimostrerà ancora una volta di essere una forza conservatrice che ama il cambiamento solo quando non è al potere.

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