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Transportation

Domenica scorsa ero seduto su un vagone della metropolitana di New York. Nella carrozza c’erano solo altri dieci passeggeri (era presto), tutti ebrei, che stavano leggendo ciascuno il suo libro di preghiere. Ieri ero su un pullman del New Jersey, stracolmo. Eccetto me, erano tutti di colore, di varie gradazioni.
A parte il fatto di sentirsi un po’ pallidi e un po’ minoranze, viene in mente che il Creatore di questo mondo ha una grande fantasia di colori – che ben conosce chi è familiare con le Tremiti – pari solo alla fantasia con cui gli uomini si dipingono Dio. Più si invecchia e più viene simpatia per chi non ha paura di porsi il problema del significato della vita e prova darvi una risposta. D’altro canto viene anche un grande struggimento: se tutti potessero incontrare il Dio fatto uomo! Come brillerebbero di più i loro colori e loro tradizioni. Solo che il cristianesimo bisogna incontrarlo. Non è che qui non ci sia, ma è che bisogna incontrarlo così com’era al principio: carne, sangue, amicizia, ragione. Invece c’è sempre o l’uno o l’altro: o amicizie senza ragioni o ragioni senza amicizia. Quando stanno insieme, in un uomo, in degli uomini, non c’è dubbio che si tratta di un miracolo, pieno di ogni colore, per ogni colore.

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