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“Tu mi hai chiamato” – l’addio al Basket di Kobe Bryant

Negli ultimi giorni mi è capitato di conoscere meglio Kobe Bryant. Non ho mai seguito la pallacanestro eppure sin da piccolo, se qualcuno parlava di Basket, oltre a Micheal Jordan c’era il suo nome.
Mi ha stupito molto la scoperta di quest’uomo per diverse ragioni
Una volta spiegò al Los Angeles Times che non voleva guardarsi indietro e sentirsi appagato per aver «avuto una carriera di successo, perché ho vinto così tanti campionati e segnato così tanti punti», ma intendeva lasciare qualcosa di diverso: «Devi fare qualcosa che abbia un po’ più di peso, un po’ più di significato, un po’ più di scopo». Ed una delle sue più grandi premure era per l’educazione, il desiderio di creare scuole, di insegnare alle generazioni future.
Ma ciò che vorrei consigliarvi è il suo discorso di addio alla pallacanestro. Da tale discorso, precisamente dalla lettera che Kobe lesse alla fine dell’ultima partita, fu prodotto “Dear Basket”,  un cortometraggio di 5 minuti che vinse l’Oscar nel 2018 come miglior cortometraggio d’animazione (potete vederlo nel link a fine articolo.
Personalmente l’ho rivisto più volte. Mi ha meravigliato molto il non essere un discorso catastrofico come l’addio di Totti all’Olimpico ma un vero e proprio compimento:”Ci siamo dati l’un l’altra tutto quello che avevamo.”
Kobe parlava al Basket letteralmente come ad un Tu, ma “non perché fossero state le sfide a chiamarmi, ma perché TU mi hai chiamato”.

P.S: Effettivamente poi ho scoperto che Kobe, sua figlia e i suoi amici, siano decollati con l’elicottero subito dopo essere andati ad una Messa Cattolica ed aver preso la Comunione!

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