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Un italiano vero

Il St. Mary’s Hospital di Londra e l’Arder Hey Hospital di Liverpool non distano appena i 350 km circa che separano le due città. L’altro ieri 23 aprile, nella festa di San Giorgio patrono d’Inghilterra, mentre nel primo ospedale nasceva il Royal Baby n° 3, nel secondo il piccolo Alfie – 23 mesi appena – aspettava ignaro che venisse eseguita la sua condanna a morte. Morirà comunque a causa della malattia neurogenerativa di cui è affetto, per questo medici e giudici inglesi hanno deciso di smettere di curarlo, interrompendo la soddisfazione dei sui bisogni primari che, al momento, sono assicurati da macchine.

I genitori si sono opposti in tutti i modi, Papa Francesco ha incontrato papà Thomas, ha invocato la clemenza dei magistrati inglesi ed ha lanciato pubblici appelli: tutto inutile, come la vita di Alfie per la Legge inglese.

L’altro ieri – ancora –  il governo italiano, attraverso i ministri dell’interno e degli esteri, ha compiuto la più degna azione di tutto il mandato, concedendo la cittadinanza italiana al bambino e chiedendone l’immediato trasferimento in Italia. Al momento ancora tutto inutile. La condanna è stata rinviata di qualche ora appena, visto che poco dopo le 22 il bambino è stato staccato dal ventilatore. Con sorpresa di tutti, però, Alfie ha continuato a respirare ancora e ancora, finché alle 8,30 di ieri mattina i medici sono stati “costretti” a reidratarlo e poi anche a ridargli l’ossigeno.

Non so quanto ancora durerà la sua utile e preziosissima vita ma sono grata a Dio che ha voluto donarlo alla sua famiglia, all’Italia e al mondo.

Grazie, Alfie, forse non sarai un poeta né un navigatore, ma sei già un eroe. Un eroe italiano.

 Alice