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Vai a fare del bene e poi…

Cari amici della Spigola,
Ciao!
Che fate di bello?
Ultimamente non vi ho scritto perché non avevo nulla da sottolineare.
Stamattina tuttavia, navigando navigando nella rete mi sono imbattuto in un articolo che mi ha lasciato muto (come un pesce).
Pare (dico PARE) che durante la seconda guerra mondiale un noto protagonista di essa abbia compiuto un gesto di raro altruismo salvando un vecchio amico ebreo dallo sterminio nazista. Non solo procurandogli una nuova identità e un passaporto per l’Italia ma anche facendogli sposare una protestante. Ora la notizia non dico che passerebbe in secondo piano perché è comunque un gesto eroico, il problema è che a compiere questo gesto pare (dico PARE) che sia stato proprio lui! Lui, sì, sì proprio lui: l’ideatore dello sterminio ebraico. Hitler.
Come è andata: Hitler e Ernst Hess si conobbero ai tempi della prima guerra mondiale combattendo fianco a fianco nella guerra delle Fiandre. Nel primo dopoguerra Hess era diventato un giudice, nulla di grave, solo che aveva la madre ebrea per cui secondo le leggi razziali avrebbe dovuto essere perseguitato. Lungi da me esprimere giudizi su uno dei dittatori più sanguinari e demoniaci della storia, devo tuttavia esprimere un certo stupore per la natura umana e la potenza dell’amicizia.

it.notizie.yahoo.com – Hitler e quell’amico ebreo

Questa natura umana che vi portate addosso, causa di dolore e morte, ferita dal peccato originale, quella natura imperfetta che faceva dire a San Paolo “Quando faccio il bene, il male è accanto a me”, insomma quella natura è imperfetta anche nell’altro senso “Quando faccio il male, il bene è accanto a me”.
E poi sull’amicizia: l’amicizia è evidentemente più potente di qualsiasi ideologia.
Ora, se ricordiamo un attimo le parole di Gesù che diceva “Ladri e prostitute vi precederanno in Paradiso”… non vi viene un attimo di brivido?
E riguardo l’idea cattolica di merito?
Basta un briciolo di tempo vissuto con intensità nei rapporti ultimi che lo determinano – coscienza del destino e affezione al mondo nelle circostanze in cui Dio chiama – e in proporzione a ciò l’uomo “vale”. In proporzione a ciò, dice la tradizione, va in “Paradiso”, vive aderendo al proprio destino, correndo verso il proprio compimento. Una tale idea pone l’utilità dell’uomo nella coscienza che genera l’azione e basta, vale a dire nel riconoscimento umano della verità e dell’amore ad esso. E’ davvero impressionante riflettere bene a questa esaltazione, che è tutta cristiana, dell’istante puro, libero come valore dai condizionamenti e dalla fortuna o sfortuna delle circostanze. Non vi è nulla che corrisponda all’uomo in modo così totale e capillare, non c’è nulla che salvi la libertà e l’impronta divina dell’io, come questa possibilità celata in ogni momento anche apparentemente furtivo e casuale.

Eh? Che ne dite?
Quali sorprese può rivelare la storia…
Se qualcuno va in Paradiso e può inviarmi una mail con il registro presenze che ha San Pietro potremmo fare certi scoop!!!
Vabbè, tonno a navigare ma niente paura…

Nazismo

Tonno subito