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Venature…

Quando il lavoro è particolarmente duro o qualcuno in classe mi spiazza (tutti i giorni, più volte al giorno) mi torna in mente l’esempio dello scultore: ha l’idea, sceglie il marmo, inizia a dargli forma, finché scopre una venatura imprevista. Allora, se è un artigiano, riparte da zero con un altro blocco, se è un artista piega l’idea iniziale alla venatura. E così nasce un capolavoro.
Io sono un artigiano e neanche dei migliori. Potrei darmi pace, se non fosse per le mille venature del materiale che maneggio ogni giorno (e per quelle del mio cuore). Di solito il colpo arriva dal ragazzino più fragile: quello che non capisce o non vuole capire, quello che non si relaziona con gli altri o si relaziona male, quello che ha la madre invadente e quello che ha genitori totalmente assenti…ieri a colpire è stato Christian. Nella mia prima (nel Bronx) Christian è l’allievo più bravo: è intelligente, capace, partecipativo, attento. Riesce a fare gruppo senza imporsi. E’ perfino il più bravo a giocare a pallone! Eravamo a una uscita didattica (gita) di quelle con tanti laboratori. Verso fine giornata, seduti a terra nel bosco, mentre con l’uso di una chiave dicotomica tentavamo di dare un nome agli alberi intorno, Enrico – uno dei miei preferiti – mi fa notare che i maschi dell’altra classe hanno da tempo mollato il lavoro e “si stanno divertendo”. Io guardo gli altri giocare e i miei che, osservando alcune foglie, discutono tra loro su quando si può dire che il margine è davvero seghettato. Mi chiedo se ho sbagliato, se non so riconoscere i tempi, se ho fallito una ulteriore occasione di rapporto…poi decido di rischiare. “Ragazzi, loro si stanno divertendo come fanno tutti i giorni, come ancora faranno domani, e farete anche voi. Noi stiamo imparando e io mi sto divertendo molto, perché sono contenta di lavorare con voi.” Christian non sorride spesso ma, quando sorride, lo fa soprattutto con gli occhi. Così ha sorriso anche ieri, rispondendo: “Anche noi ci stiamo divertendo, perché è bello imparare con te, prof, tu ci superi sempre”.
No, Christian, non vi supero anzi, quando ho un po’ di buon senso, vi seguo. Perché da mediocre artigiano so bene che ho bisogno di un maestro da cui imparare il lavoro passo dopo passo, un Maestro che ogni giorno riscopro essere l’artista più grande del mondo e che ieri mi ha spiazzato di nuovo scegliendoti, e svelandosi anche come il miglior talent scout.

Alice