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Véronique

Una recente conversazione tra amici su senso religioso e fede mi ha riportato alla mente “Véronique, dialogo della storia e dell’anima carnale”. L’opera, pubblicata postuma ed evidentemente incompiuta, faceva parte di un dittico la cui prima parte – “Clio, dialogo della storia e dell’anima pagana” – fu in seguito estrapolata dall’autore. Così Péguy descrive il progetto all’amico e scrittore Joseph Lotte: “Il primo volume si chiamerà Clio, il secondo Véronique. E’ stupendo, vecchio mio. Clio passa il suo tempo a cercare tracce, vane tracce, e un’ebrea da niente, una ragazzina, tira fuori il suo fazzoletto e prende una traccia eterna sul volto di Gesù. E’ capitata nel momento giusto, Clio è sempre in ritardo”. L’autore, nel testo, non fa alcun riferimento alla Veronica dei Vangeli perché a tema è la grazia, quella che ha investito ed investe la mia e la tua vita. Pura grazia: una ragazzetta da nulla si trova davanti il Signore dell’universo che in un istante e per sempre le dona tutto sé stesso. Lo meritava? Tutt’altro. E del resto come avrebbe potuto? Ma cosa può fare se non conservare negli occhi e nel cuore quel volto e quel momento per tutta la vita?
(Véronique, dialogo della storia e dell’anima carnale. Ed Marietti.  Leggetelo, se potete, aiuta a capire tante parole, come incontro, avvenimento, grazia. E fede, naturalmente).
Buon Avvento!

Alice

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