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Very very smart

Situazione 1. A tavola si discute di un film. Dopo un po’ salta su Luca e interviene con vita, morte, miracoli di attori, regista e sceneggiatore; elenco della colonna sonora; retroscena piccanti e qualsiasi altra informazione abbia, nel frattempo, reperito sul suo smartphone.
Situazione 2. Conosco una persona che ha capito molte cose guardando la gente sul tram… Ma ora chi alza la testa da Ruzzle and company? Ogni pausa, ogni pezzo di tempo regalato tra un impegno e un altro sembra debba essere riempito da sms, app, meteo, ansa, e non so che altro.
Situazione 3. Sono molto contenta di vederti Andrea… bippp, scusa un attimo ma mi scrive Anna… drinn, guarda che bella la foto del bambino di Barbara… Scusa, dicevi, Andrea? Ah devi già andare? E’ stato bello rivedersi.

Sono entrata anche io nel mondo dei c.d. SMARTPHONES e mi sono accorta che si chiamano così perché bisogna essere molto SMART per usarli: altrimenti è facilissimo diventare… VERY STUPID!
Lo dico non perché sono retrò – come invece sostiene un mio caro compagno di studi e disavventure – ma perché ci sono alcuni aspetti che mi sembrano sottovalutati.
La memoria, la conoscenza, la conservazione di ricordi, immagini e nozioni ha un valore: ed è una grande fortuna avere a disposizione tutto questo carico di informazioni, ma solo se è strumentale all’utilizzo della nostra testa, non se vi si sostituisce.
E poi è meraviglioso poter comunicare vincendo le distanze, ma non a scapito della contingenza, in qualche modo data e spesso imprevista, di chi mi trovo fisicamente di fronte.
Infine, dopo aver scaricato questo famigerato WhatsApp con cui si può interagire con chiunque continuamente, gratis e in tempo reale, mi è capitato di dover resistere alla tentazione di un abuso non tanto del telefono, quanto dell’amicizia. C’è come un certo pudore, un certo distacco (ma in realtà questo vale per qualsiasi mezzo di comunicazione, solo mi pare che l’immediatezza sempre maggiore degli strumenti lasci più spazio all’istintività) che sono belli da preservare anche nel comunicare con gli amici più cari; anzi proprio con gli amici più cari, dove il silenzio è a volte desiderabile, dove le parole vengono pensate e pesate, dove si cerca di non disturbare, di non intrufolarsi, dove il desiderio di condividere tutto sa prendere forme inaspettate…

…Ops, scusate, mi suona il telefono!!!!

Sirenetta