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Woody Allen: lo Xanax e il Natale

Nel periodo natalizio le sale cinematografiche offrono la visione di Blue Jasmine, l’ultimo film di Woody Allen. Geniale: il regista porta sullo schermo l’ansia, un fenomeno tipicamente umano, esasperato dal Terzo millennio. Cate Blanchett riveste il ruolo di Jasmine, donna che non ha genitori, ha una sorella adottiva in cui non si ritrova, un marito scomparso che l’ha tradita e frodata, un figlio non biologico che non vuole più vederla. Jasmine, cambiando città, cerca di rifarsi una vita, ma deve convivere con l’ansia e le sue varie dipendenze: l’alcool, un alto tenore di vita, uomini alla moda e, soprattutto, lo Xanax, uno degli ansiolitici più diffusi.
L’ironia di Allen è come sempre tagliente, anche perché, qualsiasi spettatore, se non si riconosce nella protagonista, non può fare a meno di riconoscere nella protagonista molti dei suoi conoscenti. Chi frequenta le giovani generazioni sa benissimo che il film sta parlando in modo crudo e schietto di qualcosa di molto diffuso. I dati sulle vendite degli ansiolitici non lasciano dubbi a riguardo: difficilmente nelle borsette delle ragazze o nelle tasche dei ragazzi occidentali non ci sarà posto per un ansiolitico.
Il mondo degli adulti solitamente appare in grado di gestire saggiamente i problemi, privo di paure, capace di non farsi togliere il sonno. Ancor peggio alcuni educatori, professionisti e non, additano le persone ansiose come responsabili del proprio male, in qualche modo moralmente riprovevoli. Essi, secondo tali autorità morali, rincorrono desideri irrealizzabili, fondano la speranza su illusioni, si appoggiano a sostegni precari. Ingannano se stessi, ingannano gli altri, si fanno ingannare. Non raggiungono gli obiettivi, non riescono a mantenere gli impegni, non sono capaci di fondare relazioni stabili.
Chi, oggi, non sopporta gli ansiosi, non sopporta l’umanità, e fa venire l’ansia. W. Allen, perlomeno, nella spietatezza della raffigurazione dei protagonisti non nasconde un’ultima simpatia nei confronti di un’umanità che a volte sembra ridotta in frantumi.
Proprio nel periodo natalizio Blue Jasmine sembra un grido lanciato a quel Dio che viene a portare la pace. Dio, a pensarci, è diventato un uomo a tutti gli effetti e probabilmente ha provato anche l’ansia. Nell’orto degli ulivi, sulla croce, aveva l’ansia di salvare gli uomini. Sua madre, Maria, è stata spesso in pena per lui, forse in ansia. A Gesù gli ansiosi stavano simpatici, questo è certo. E ancora oggi nutre una profonda simpatia per gli uomini in frantumi, per le donne come Jasmine. È venuto per loro, anzi, “viene” a stare vicino e a portare la pace anche a tanti uomini che prendono lo Xanax.

Manta