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Pachidermi e pappagalli

Vi siete accorti che c’è un fenomeno che ultimamente  sta dilagando in maniera crescente sui social? Sono i Life coach e i motivatori. Come canta nel suo singolo Francesco Gabbani, siamo attorniati da pachidermi e pappagalli che dicono cose, anche assurde, a cui molti credono e si formano nuove filosofie che acquistano connotati quasi religiosi. 
Si stanno diffondendo video visualizzati da migliaia di ragazzi, fatti da persone qualificate e non, a volte psicologi a volte persone che hanno fatto delle semplici esperienze, che ti “spiegano” la vita, pieni di consigli su come comportarsi per essere liberi e quindi felici. Spesso dicono che non vogliono insegnarti nulla ma di fatto si comportano come veri e propri guru. E’ ricorrente infatti la frase: “se guarderai i miei video e seguirai i miei consigli arriverai a svoltare nella vita”. Svoltare che cosa? Il comune denominatore è  sempre un lavoro su se stessi, sulle proprie sensazioni e sentimenti e sulla percezione di sé e degli altri perché spesso, a loro detta, il problema sei tu e come guardi le cose. Stringendo i denti, facendo questo lavoro su se stessi ed autoconvincendosi di alcune cose, ci si libera da gabbie mentali e si arriva ad essere veramente felici. Sono certa che in talune condizioni di fragilità psicologica sia necessario un lavoro serio con uno psicologo che prenda in carico il paziente e “illumini”, cioè aiuti a guardare, delle situazioni personali con un’analisi delle emozioni e della propria visione della realtà,  ma non mi sembra il caso di questi video motivazionali che offrono facili soluzioni a problemi generici. In fondo, però, questi motivatori non convincono per diverse ragioni.
1. Partono da un individualismo sfrenato in una visione in cui il problema centrale è sempre e solo la persona che deve emergere sopra tutti e “sfondare”
2. Dicono che tutto ciò che ti “fa bene” è buono, tutto ciò che non “ti serve” è cattivo e va eliminato dalla tua vita
3. Semplicemente partono dal presupposto che la felicità te la puoi dare da solo in un cammino ascetico che sa di stoico.
Riflettendo sulla nostra educazione e sul contesto in cui noi siamo stati cresciuti ed educati direi invece che un cambiamento buono nella nostra vita (quando c’è stato) è stato sempre legato a qualcosa che capitava fuori di noi e che, accogliendolo o guardandolo, ci ha fatto crescere. Non è mai stata una nostra decisione presa a tavolino. La seconda cosa che ci sembra significativa è che nella nostra vita la “relazione” con gli altri è sempre determinante. L’amicizia, l’amore, alcuni rapporti che c’entrano veramente con la felicità. Non voglio fare un attacco ideologico a questi motivatori. Alcuni, magari, credono veramente in quello che fanno (uno dice sempre che ci mette il cuore nei suoi video perché pensa che possano essere d’aiuto agli altri) e io sono la prima che a volte li guarda e nota anche alcune considerazioni giuste… tuttavia la felicità è una cosa seria e non può essere confusa col divertimento o con una stabilità psicologica pur auspicabile da tanti. Vi linko il motivatore più simpatico. 

Barracudina

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