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Ruth Rendell e i lati oscuri dell’animo umano

L’autrice inglese, che nei decenni passati ha avuto il suo miglior momento soprattutto per i romanzi utilizzati per trasposizioni cinematografiche, lascia andare a ruota libera pensieri (molti) e parole (poche) di un ex carcerato che dopo 14 anni di reclusione tenta di ripartire nella società. E’ un reinserimento difficile perché il protagonista riesce ad inventare una realtà parallela in cui si sente giustificato nelle sue decisioni. Questo è uno degli aspetti del romanzo più moderni, perché ci pone davanti a quello che è ormai il solito e normale modo di pensare di tutti, in cui si privilegia il rifugio in una realtà virtuale pur di non affrontare la dura realtà con tutte le sue problematiche.

Il tentativo di Victor, questo il paradossale nome del protagonista, uscito di prigione è di riannodare i fili con il suo passato e con le persone che aveva menomato; l’ambiguo rapporto che si crea e che vorrebbe trasformarsi in amicizia diventa pretesa e violenza. Lo stupratore di donne, pressato dagli avvenimenti mostra a se stesso e agli altri il suo vero volto, fino all’inevitabile e tragico epilogo.

Formidabile per tutto il racconto l’approfondimento della psicologia del violentatore, che ci diviene quasi familiare, l’inquilino della porta accanto, la brava persona che abbiamo visto ogni giorno e da cui non avremmo potuto nemmeno immaginare la malvagità.

Pesce Palla


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MI AMI TU?

Visita all’amico Giuseppe mancato da pochi mesi

Mattinata, breve visita al cimitero per salutare un amico, rassicurarlo che anche quest’anno ci sarà dalla Madonna di Loreto, perché camminerò io per lui. Come diceva lui per rispondere a chi obiettava fatica o qualsiasi altra scusa,  “Dalla Madonna si va e basta”.  Non per un sentimentalismo, ma per una coscienza della propria povertà e del proprio bisogno. Quando si dice che un giudizio muove. Ore 13:00 partenza per Macerata, nel pullman tutti avvertiamo la sua assenza, ma veniamo tutti rincuorati quando un amico dice che quest’anno saremo più avvantaggiati nel portare le nostre intenzioni di preghiera, perché Giuseppe è più vicino alla Madonna e può intercedere per noi. Ore 18:00 circa arrivo a Macerata, entriamo nello stadio e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni, giornata bellissima, soleggiata, ma non troppo calda, l’ideale per il pellegrinaggio. Poi arriva la telefonata del Papa, che ci spiega bene il titolo del pellegrinaggio: “Mi ami tu?” che come ha detto lui: «ha due sensi, come le strade. Gesù chiede a me se lo amo, ma anche io posso chiedere a Gesù se mi ama». «Perché l’amore è reciprocità, è mobilitazione di due libertà, è domanda di compimento». Comincia il cammino, serata bellissima, il cielo ci regala uno spettacolo incredibile, tramonto ricco di striature rosse, fuochi d’artificio, notte illuminata da una luna piena incredibile, che definisce i contorni dei paesi che fanno da cornice al lunghissimo serpentone dei centomila pellegrini, illuminato dalle fiaccole che si alzano e si abbassano al ritmo dei canti, che allietano il cammino e non fanno sentire la fatica, ma riempiono di gioia il cuore gonfio di domande, pronto a svuotarsi di fronte alla madre che ci attende. Lungo il percorso sembra di viaggiare per il mondo, ora ti trovi vicino al cartello Milano, ora a quello di Trieste, ora a quello di Termoli, poi un po’ più avanti vedi Pechino, ancora Philippine, e così via, tutti che camminano per lo stesso motivo, con la stessa domanda. Arriva l’aurora e siamo giunti quasi alla meta, ma mancano le ultime salite, le più dure, quelle che ogni anno mi fanno dire, l’anno prossimo non ci vengo più, ma che puntualmente ogni anno dimentico e ritorno con tanta attesa. Eccoci a Loreto all’ultima discesa, alla fine della quale c’è la Madonna che ci attende, che solo a guardarla ti riempie di gioia, arrivo sotto di lei, la guardo e mi inginocchio, proprio come ha sempre fatto Giuseppe. Arriviamo in piazza, bruciamo le intenzioni nel grande braciere, ci facciamo benedire da un frate che ci inonda di acqua santa, e chi riesce entra in basilica a visitare la casa di Maria. Dopodiché tutti ai pullman, una bella rinfrescata e tutti a dormire, stanchissimi, ma certi che la fatica offerta alla Madonna di Loreto non è vana, ma ricca di speranza. Buon cammino a tutti.

Giuseppe al 35° Pellegrinaggio Macerata Loreto del 2013

Pesce di terra


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Il metodo di Dio: la preferenza più forte di ogni potere

Cent’anni fa, nel pieno della prima guerra mondiale, un piccolo paese del Portogallo è stato spettatore di un evento che ha fatto diventare il suo nome – Fatima – noto in tutto il mondo: la Madonna è apparsa a tre pastorelli, i due fratelli Giacinta e Francisco Marto di 7 e 9 anni, e la loro cugina Lucia dos Santos di 10 anni.

La prima apparizione è avvenuta il 13 maggio 1917: in questa prima apparizione la Madonna ha dato appuntamento ai tre pastorelli per il giorno 13 del mese successivo, tutti i mesi fino al 13 ottobre, promettendo per quest’ultima apparizione un segno: in effetti il 13 ottobre molte migliaia di persone, credenti e non credenti (tra cui, ad esempio, Avelino de Almeida, il direttore del più diffuso quotidiano anticlericale portoghese), accorse alla Cova de Iria, luogo delle apparizioni, riferirono di aver assistito a un fenomeno che fu chiamato “miracolo del sole”.

Francisco e Giacinta morirono pochi anni dopo, il primo nel 1919 per l’epidemia di spagnola che colpì l’Europa, la seconda nel 1920 per una pleurite, Lucia invece entrò in convento e morirà nel 2005. Giacinta e Francisco sono stati beatificati da Giovanni Paolo II il 13 maggio del 2000 e proclamati santi da papa Francesco lo scorso 13 maggio, mentre di Lucia – attualmente serva di Dio – è stata avviata nel 2008 la causa di beatificazione. Tutti e tre riposano oggi nella chiesa edificata su esortazione della Madonna nel luogo delle apparizioni.

Su Fatima, sul messaggio che la Madonna ha comunicato a tutta l’umanità e sui “misteri” da Lei rivelati ai tre pastorelli si è detto e scritto tantissimo, ma non è su questo che vorrei soffermarmi. Visitando di recente per la prima volta il santuario, sono rimasto colpito da due aspetti in particolare, entrambi legati a Lucia, Giacinta e Francisco: le autorità civili portoghesi – laiche ed anticlericali – provarono in tutti i modi a silenziare ciò che stava accadendo a Fatima, giungendo a minacciare ed arrestare i tre pastorelli, impedendo loro, il 13 agosto, di recarsi all’appuntamento con la Madonna. Ma Lucia, Giacinta e Francisco furono irremovibili nella loro posizione: non possiamo negare di aver visto quello che abbiamo visto. Di fronte alle tombe dei tre pastorelli, non ho potuto fare a meno di pensare alla “strana” logica del Signore, quella della preferenza: quei tre bambini sono santi “solo” perché Maria ha scelto proprio loro per comunicare a tutti gli uomini il proprio messaggio: in questo Lucia, Giacinta e Francisco non hanno alcun “merito”, inteso in senso umano, cioè non avevano compiuto nessun grande gesto che “giustificasse” la scelta di Maria: ciò che essi hanno fatto, dopo l’incontro con la Madonna, è stato semplicemente dire di sì a ciò che stava accadendo, con una certezza ed una forza così grandi da resistere anche alla violenza del potere.

Pescespada


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Ius Soli

La cittadinanza regola il rapporto tra individuo e stato. Per l’ordinamento italiano la cittadinanza è una “concessione”, non un diritto. La si guadagna chiedendola. L’attuale ordinamento prevede l’acquisizione della cittadinanza in caso di residenza stabile, matrimonio, parentela. Bisogna avere redditi sufficienti al sostentamento, non avere precedenti penali, non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di  voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data. Tutto questo dovrebbe garantire l’integrazione, ma non è così. Uno straniero potrebbe risiedere stabilmente ed auto-sostenersi in Italia senza condividere niente di quello che è l’essere italiano (storia, cultura, tradizioni ecc). E non potrebbe essere diversamente dato che nessuno chiede allo straniero risiedente in Italia di condividere i valori che abbiamo. Comunque sia l’attuale ordinamento costringe a un percorso che è giusto che lo straniero faccia.

Sulla scorta della esperienza di altri paesi si sta discutendo se dare la cittadinanza ai minori stranieri nati in italia, come atto di civiltà, attirando così altri stranieri verso il nostro paese oltre quelli che già giornalmente vi sbarcano. Non importa che quasi mensilmente ormai vediamo dei cittadini europei nati in Europa voler distruggere le comunità che hanno dato loro la cittadinanza. Ovviamente la maggioranza degli stranieri non appartiene a questa categoria, ma occorre chiarire cosa vogliamo.

Se vogliamo diventare una accozzaglia di etnie abitanti nello stesso stato, e la distruzione del tessuto sociale, allora le strade della liberalizzazione delle leggi sulla cittadinanza insieme alla non-integrazione reale degli stranieri sono quelle giuste.

Se invece vogliamo preservare società, storia, cultura e tradizioni di un paese unico al mondo e faro per il mondo, occorre cambiare visione. Se in Italia non esistono ancora i ghetti di Parigi e Londra, e gli stranieri sono ben inseriti nel contesto sociale, è per la capillare rete di accoglienza e integrazione fornita dalla galassia cattolica (parrocchie, associazioni, popolo) che ha fornito accoglienza indicando la via per la reale integrazione del tessuto della società. A riguardo occorre rivedere l’esperienza dei primi sbarchi di albanesi negli anni 90. Quello che la galassia cattolica è riuscita a fare, lo stato non avrebbe potuto mai attuarlo con le leggi.

Infine occorre ricordare che il primo problema dell’Italia è il calo demografico, motivo per cui gli stranieri sono necessari ma non bastano comunque a supplire l’eccesso di morti rispetto ai nati. Servono politiche a sostegno della famiglia. E’ necessario che chi fa la mamma possa godere di uno stipendio, di incentivi consistenti a fare figli e di una garanzia di pensione. Forse così, tra 20 anni, vedremo i primi risultati.

P.S. Chiederò la cittadinanza armena. Lì mi chiedono il certificato di battesimo obbligandomi a ricordare chi sono e perché sto chiedendo quella cittadinanza.

http://www.interno.gov.it/it/temi/cittadinanza-e-altri-diritti-civili/cittadinanza

http://www.ilfoglio.it/pensieri-non-convenzionali/2017/06/18/news/ius-soli-e-cittadinanza-un-dibattito-che-non-coglie-nel-segno-140375/

Aulonocara


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PIÙ FORTE DI TUTTO

Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno?”

Mi sono imbattuta in un bel bambino, ora affidato ad una amorevole famiglia.

I suoi genitori naturali non avevano problemi di droga o di alcool, non erano carcerati, latitanti, depressi o ragazzini confusi.

Semplicemente si sono dimenticati di lui, l’hanno lasciato e non lo cercano.

Mentre lo guardavo giocare divertito, mi ha colto una fitta al cuore per la coscienza che gli verrà di essere stato abbandonato, di non essere stato voluto; e, per i genitori, quell’altrettanta coscienza che forse verrà – che forse è già venuta – di non essere capaci di crescerlo e di amarlo, tanto da pensare sia meglio che lo faccia qualcun altro.

Era la festa della Trinità, la festa di un rapporto misterioso che sta nel profondo dell’essere di ciascuno di noi, che fonda ogni rapporto ed è speranza per ogni amore. Più forte – viene da domandare – anche dell’abbandono più terribile, anche dell’incapacità più misera.

Se anche questa donna si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai”

(Isaia 49,15)

Sirenetta


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Anche i feti sanno riconoscere i volti

C’è ancora chi dice che il feto è un “grumo di cellule”, “tessuto fetale”, che non è una “persona”. In Gran Bretagna, alcuni ricercatori dell’Università di Lancaster hanno fatto un esperimento su dei feti di 34 settimane, e il risultato ha lasciato tutti a bocca aperta. Purtroppo certe scoperte “scomode” sono interessanti solo per essere pubblicate su riveste scientifiche, e non per cambiare i cuori e le coscienze di una società proiettata a concepire l’uomo come autonomo, con la conseguenza che “la persona non è una realtà, un diritto naturale, la persona la costruisce la società, lo Stato” (Italo Calvino Corriere della sera , 9 febbraio 1975).

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2017/06/08/anche-il-feto-sa-riconoscere-i-volti-_f2d36f5d-f2ff-4c27-acc8-39d0c59b3e91.html

Pesce Tracina


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Dall’Inghilterra un suggerimento per tutti

Il voto inglese insegna qualcosa di importante. I giornaloni e i giornalini hanno passato gli ultimi anni a dirci che ormai la sfida era tra partiti di buon senso, che avrebbero quindi dovuto coalizzarsi, e populisti. Il famoso partito della nazione di Renzi era l’emblema di tutto ciò: non esistono più ideologie ma solo ovvie politiche di buon senso europeista, liberal, progressista, statalista ma non troppo. Contro a questo i buzzurri di protesta, con diverse sfaccettature a seconda del Paese.
Invece, in Inghilterra a sinistra mettono uno di vera sinistra (Corbyn) e i conservatori sono davvero conservatori. Insomma, ripropongono le due ricette base del Novecento. E, voilà, i populisti (Ukip, in questo caso) scompaiono. Come era successo ai M5S a Milano, come – nonostante tutto – è successo in Francia dove sia la destra sia la sinistra sono andate forte togliendo voti alla Le Pen. Più ancora, come è successo negli US dove il partito conservatore ha assorbito la protesta Trump nelle sue file assecondando alcune richieste radicali.
L’antidoto contro partiti di protesta – il termine “populismo” non ha senso – è una destra e una sinistra che facciano proposte chiare, con ideali ancora più chiari. Se invece gli ideali scompaiono e le differenze si attenuano, la protesta – giustamente – vince.

Torpedine


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La dignità della morte

Si pone la questione su chi merita la “morte dignitosa” tra Riina e dj Fabo, perché tutto è affidato alla “Legge”, slegata dalla sua origine. La legge italiana ha profonde radici cristiane, di quel cristianesimo originale inteso come aiuto tangibile, difesa del bene comune, amore alla vita, che è sempre degna di essere vissuta. Slegando la legge da questa origine, può accadere che due fratelli, assistiti da Caritas, Centro Ascolti, Servizi Sociali, Centro Salute Mentale (chi più ne ha più ne metta), possano morire, assurdità delle assurdità, di fame e di solitudine!!! Ci stiamo perdendo qualcosa.

http://www.ansa.it/liguria/notizie/2017/06/06/anziani-fratelli-muoiono-per-fame_e162029a-4605-450e-a9fd-25208e2c5b91.html

Pescinfaccia


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Back to American leadership

La Merkel dopo il G7 di Taormina ha dichiarato che l’UE non può più far affidamento sugli anglosassoni (USA e UK) come prima e che dovrà pensare sempre più da sola a se stessa.

Trump mira a rafforzare economicamente gli USA, (ha detto a Merkel che ci sono troppe macchine tedesche per le strade dell’America), e per questo vuole far indebolire l’Europa. Un Europa più debole conviene anche alla Russia.

Si vedrà quali saranno le conseguenze di queste dichiarazioni, ma l’Europa deve trovare una unità che non ha, diversamente da USA-UK e Federazione Russa. L’occasione è ghiotta per la Germania e il suo più stretto alleato, la Francia. Si prospetta un’ Europa a trazione teuto-gallica con supporto polo-baltico e all-inclusive (balcani, ecc…). Intanto sono state già avviate delle operazioni di accorpamento di battaglioni dell’esercito olandese e quello tedesco, in previsione di una forza di difesa europea.

Macron ha incontrato Putin e ha discusso di cooperazione contro il terrorismo e di linea rossa (armi chimiche) in Siria. La Francia non permetterà che la si sorpassi.
Un altro punto è la stabilità della Libia per mettere a posto la questione migranti. La Francia vuole ribadire la sua supremazia (la Francia è una potenza atomica mentre la Germania no. Noi italiani abbiamo sperimento la supremazia Francese senza spiccicare una parola sulla questione Libia) e protagonismo anche nel Mediterraneo. Macron aveva anche dichiarato che cambierà l’Europa  alla vigiglia della sua elezione. Inoltre, in concomitanza con la Merkel, Macron ha inviato un messaggio chiaro a Trump: l’Europa può fare da sé. La conseguenza immediata è il cambio di politica con la Russia. Nei prossimi mesi vedremo probabilmente ristabiliti i vecchi rapporti.

Personalmente penso che UE e Russia, parti della stessa civiltà cristiana, sono chiamate ad un destino comune. Si vedrà se vorranno perseguirlo.

L’Italia può approfittare della situazione? Non deve permettere di non essere più interpellata sulla Libia, deve togliere unilateralmente le sanzioni alla Russia (le abbiamo sentite solo noi) e deve fare da trait d’union tra UE ed USA. Il resto dipende da chi vincerà le prossime elezioni. Non tutti hanno esperienza e capacità adeguate per affrontare tedeschi e francesi. Lo stesso Berlusconi è caduto davanti a loro e la situazione non è promettente. Manca inoltre in Italia un movimento politico che abbia visione geopolitica seria. Per intenderci, non la visione che pensa solo a vendere il “made in italy” nel mondo.

Aulonocara


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Un capitano è per sempre!

Il “capitano” Francesco Totti ha detto addio alla sua amata Roma. Mentre guardavo le immagini non ho potuto evitare  di commuovermi, perché per me (strano a dirsi per una donna) Francesco è stato colui che mi ha avvicinato allo sport del calcio. La domanda è stata inevitabile: “ma perché un saluto così?” Non so quanti di voi hanno visto le immagini, ma credo proprio che un calore così per un giocatore non si sia mai visto prima, nemmeno per i più grandi come Baggio o Del Piero.

Poi mi sono tornate in mente le parole del Papa dette qualche settimana fa in occasione di un incontro con le squadre classificate nella Coppa Italia: “Avete una notevole responsabilità: essere testimoni di lealtà, di onestà, di concordia e di umanità [..] Considerando il fascino e i riflessi che il calcio professionistico ha sulle persone, specialmente sui giovani, voi avete una notevole responsabilità. Coloro che sono considerati campioni diventano facilmente figure di riferimento. Perciò ogni gara è una prova di equilibrio, di padronanza di sé, di osservanza delle regole”.

Rileggendo queste parole ho pensato proprio a Totti, che pure nei suoi errori (il famoso episodio dello sputo) e con il suo temperamento, è rimasto leale ad una maglia (al suo ideale) per 25 anni ed ha sempre ironizzato sia sul suo carattere che sui suoi limiti. In un periodo storico dove il denaro comanda e non c’è più affezione per nulla, c’è da riconoscere che non è stato un gesto scontato quello del capitano.

In ultimo, mi rincuora vedere come il Papa ci ricordi che nessun aspetto della vita, nemmeno lo sport, è tagliato fuori: un cristiano può dare un giudizio su tutto, anche sul calore umano che una figura calcistica ha suscitato e continuerà a suscitare.

Pesce (giallo)Rosso 


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