Crea sito

Fino ad uccidere

Un autogrill come tanti su un’autostrada di agosto.
Confusione, folla e rumore, mentre suona una vecchia canzone di Venditti.
“Un Happy Meal con Coca Cola”.
“Vuole provare la miscela arabica?”.
Ci vedono come formiche che tirano avanti un mondo senza significato.
E allora uno prende un furgone e, come formiche, ci schiaccia. Per gridare quel significato che non si vede.
È doppiamente tragico. Il male e il dolore come esito di un grido del cuore che non posso fare a meno di sentire anche io.
Si può vivere senza ideale? E si può affermare un ideale senza arrivare ad uccidere?
Guardare ognuna di quelle persone, indaffarate e distratte tra Mac Donald e Chef Express, fino in fondo al cuore. Una per una, fratelli e compagni nella domanda di un destino di felicità vera.
“Il cuore dell’uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo. La fede ci viene incontro in questi momenti in cui ogni commento appare inadeguato. La parola di Cristo è la sola che possa dare una risposta agli interrogativi che si agitano nel nostro animo.” (Giovanni Paolo II, 12 settembre 2001).
Sirenetta


Posted in La Spigola by with no comments yet.

Barcellona

Cari amici della spigola,
non dobbiamo abituarci al male ma dobbiamo accusare il male.
La Chiesa è madre anche in questo e ci educa, difatti la confessione è l’accusa dei peccati.
Cioè non è un processo contro di me ma è l’accusa a qualcosa di estraneo che è in me ma che non mi costituisce all’origine.
Se non mi costituisce all’origine posso guardare la sua origine e accusarla.
E’ così facile uccidere? Sembra di sì, e la domanda successiva è: allora posso uccidere anch’io?
La risposta è sì.
Per carità, ci sono vari gradi ma l’origine è la stessa: non posso dire che il male è solo fuori di me perché il male dei terroristi ce l’ho anch’io, siamo uomini e quindi con la stessa ferita.
Anche i terroristi islamici hanno il peccato originale.
La Chiesa, essendo madre di tutti gli uomini, ci aiuta a capire l’origine di questo male.
La ferita si chiama peccato originale e si manifesta nel piccolo gesto come nel gesto eclatante: san Paolo dice “Quando voglio fare il bene, il male è accanto a me”.
Cosa vuol dire? Quando voglio affermare con tutte le mie forze una cosa che ritengo giusta, non ho le forze per affermarla adeguatamente e divento violento. Faccio il male in nome di una cosa che ritengo giusta.
San Paolo continua “Chi ci libererà da questa schiavitù?”
Se fin qui il problema è “introspettivo”, da qui nasce un problema “storico”.
Anche per il terrorista islamico nell’anno 0, presso un paese della Palestina, è nato da una Vergine un bimbo che nell’anno 33 è morto ed è risorto per dire a tutti gli uomini: io sono la via, la verità e la vita di tutti i vostri desideri di bene. Ha detto “sarò con voi fino alla fine del mondo” e poi, molto più terribilmente ha detto “senza di me non potete fare nulla”.
Vuol dire che senza Cristo il sacrificio del martirio è nulla e l’anima si perde nel nulla.
Quell’uomo continua a vivere oggi nella Chiesa (vive fisicamente, realmente, fisiologicamente e psicologicamente per cui il male fatto oggi alla Chiesa è fatto direttamente a Lui).
Questo è un problema sia per i terroristi che fanno gesti eclatanti, sia per noi che facciamo gesti piccoli di violenza quotidiana.
Siccome la speranza cristiana è più forte della morte e quindi anche la letizia è più forte della morte, concludo con “Ci vediamo tutti in Paradiso, chi arriva prima non faccia il cretino come al solito: prenotare il tavolo e per me una pizza con cipolle e… tonno!!!”
A presto
Tonno subito


Posted in La Spigola by with no comments yet.

Estate e amore. L’Annuncio a Maria a Termoli

L’interesse e la verifica del Cristianesimo si gioca nell’esaltazione di ogni aspetto dell’umano. Così, durante le vacanze, dove si ha del tempo libero per compiere appieno questa verifica, occorre approfondire i grandi temi: il destino, la politica e l’amore.
Di quest’ultimo parla il capolavoro di Paul Claudel “L’annuncio a Maria”, che viene presentato stasera – domenica 13 agosto – alle 21.30 presso il santuario della Madonna delle Grazie a Termoli. La proposta del grande scrittore francese è in fondo semplice: si diventa se stessi donandosi fino in fondo, secondo le dimensioni del cosmo e non secondo le nostre misure. Amare Dio e amare gli uomini sono una stessa cosa. Una proposta sufficientemente rivoluzionaria in un mondo dove amare significa solo “prendere il più possibile” e dove l’amore è sempre o materialista o spiritualista.
La Spigola


Posted in La Spigola by with no comments yet.

AIUTIAMOLI A CASA LORO

Qualche sera fa, nella suggestiva cornice della scalinata del Folklore di Termoli, l’associazione “Le Tende della Solidarietà” ha proposto un concerto con Gianni Aversano (NapolIncanto) nell’ambito della Campagna Tende 2016/2017 intitolata  “#RifugiatiMigranti. Al lavoro per cambiare passo”, proposta dall’AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale – www.avsi.org).

Lo spettacolo-testimonianza s’intitolava “Napule: spade, ammore, resate e devuzione”.

L’evento è stato uno dei tanti che l’AVSI ha promosso per sensibilizzare e raccogliere fondi a sostegno di otto progetti di formazione al lavoro in favore di rifugiati e migranti dell’Africa, del Medio Oriente fino all’Italia; questo è il sito per saperne di più: https://www.avsi.org/it/news/2017/02/27/rifugiatimigranti-al-lavoro-per-cambiare-passo-la-nuova-campagna-tende/1098/

Nel presentare la manifestazione è stato citato lo slogan “aiutiamoli a casa loro”, che ultimamente va di moda sia a destra che a sinistra (un po’ meno). In effetti l’AVSI questo lo fa da più di quarant’anni, e a Termoli, è stato detto, da più di venti.

Ma qual è la differenza?

La differenza è che per i promotori dell’iniziativa, la frase “aiutiamoli a casa loro” «non è uno slogan dietro cui si nascondono forme di strumentalizzazione politica della problematica dell’immigrazione». «Il nostro “aiutiamoli a casa loro”» – è stato detto – «non ha nessun accento di cinismo o indifferenza verso le persone cui è rivolto, anzi, è per una passione, per un amore vero al loro destino che vogliamo aiutarli e aiutarli a casa loro».

Una persona innamorata del destino dell’uomo è sicuramente Gianni Aversano, che con le sue opere, raccontando gli amori, i drammi, il desiderio, l’allegrezza e il senso religioso che alberga nel cuore di tutti, – raccontando, cioè, la vita dell’uomo, – testimonia una passione vera verso la “carne” di ciascuno.

La Campagna Tende di AVSI ha bisogno anche di questi testimoni perché sia possibile quel rimboccarsi le maniche cui esorta il titolo di quest’anno, per rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo, uno dei cardini dell’impegno di AVSI nei trenta Paesi dove opera.

Non basta più assistere alla lotta tra quelli che combattono una guerra ideologica senza quartiere contro l’immigrazione e quelli dell’accoglienza “senza se e senza ma”; non basta neanche parteggiare per uno dei due schieramenti.

Occorre lavorare con chi, per fortuna, tenta di costruire un’opportunità concreta per quegli uomini che vivono nelle periferie del mondo… aiutandoli a casa loro.

Pesce (ner)Azzurro


Posted in Pesce (ner)Azzurro by with no comments yet.

Il curioso caso Trump. Ennesima puntata

Ci deve essere un meccanismo anche psicologico che fa addossare a Trump tutti i mali del mondo. Se dovessimo credere alla stampa e alle TV, Trump avrebbe dovuto essere destituito almeno una decina di volte, oltre ovviamente a non aver mai vinto le elezioni.
Vi ricordate le denunce delle donne molestate? Che fine hanno fatto? Qualcuna è andata in tribunale? E il famoso travel ban, il bando sugli arrivi da sette Paesi? Dopo tanto scalpore e accuse di razzismo, chi è che sa che la Corte Suprema americana l’ha approvato? Ora, siamo a mesi di discorsi sul caso Russia. Per ora, dopo milioni di articoli e decine di audizioni, siamo a zero risultati. Per ora, c’è qualche incontro ovviamente legittimo tra un membro della campagna elettorale e personaggi vari forse legati a Paesi stranieri. Ma non c’è nulla di illegale, almeno per ora.
Infine, in questi giorni i giornali titolano che le stime di crescita del Fondo monetario internazionale bocciano Trump. Poi uno va a leggere e scopre che effettivamente l’FMI si aspettava di più da questa presidenza (e per ora vale in tutti i settori) ma gli US cresceranno quest’anno del 2,3 invece dell’atteso 2,6. Peccato, però, che l’ultimo anno della presidenza Obama gli US fossero cresciuti del 1,6!
Dunque, come sempre, i giornali dicono tutto ma bisogna leggere bene e non legge i titoli. I soliti problemi di informazione, che con Trump sono esaltati alla massima potenza. Meglio così, un’ottima palestra per imparare a giudicare al di là dei pregiudizi.

Torpedine


Posted in Torpedine by with 1 comment.

Il romanzo dell’umano

A trentacinque anni di distanza dalla prima lettura, quella scolastica, e a diciassette dalla seconda, che coincise con la pubblicazione dei Promessi Sposi nella collana BUR dei libri dello spirito cristiano, mi sto cimentando per la terza volta nella lettura del grande romanzo manzoniano.

Non sono ancora giunto all’epilogo, ma mi pare di poter individuare alcuni elementi che mi confortano nel consigliarne a tutti la lettura (o molto più probabilmente, come nel mio caso, la rilettura).

Certamente le pagine più note del romanzo – dall’addio ai monti alla vicenda di Gertrude, la monaca di Monza, dalla conversione dell’Innominato al quadro della madre di Cecilia durante la peste di Milano – giustificherebbero già di per sé la lettura dei Promessi Sposi, ma ciò che mi ha nuovamente sorpreso, in questa terza lettura, è soprattutto la incredibile capacità di Manzoni di far emergere l’umanità dei propri personaggi. Nobili, popolani, mercanti, sacerdoti emergono tra le righe del romanzo ciascuno con la propria personalità, con le caratteristiche realistiche che fanno dire decine di volte al lettore “è proprio così, succede tante volte anche a me”. E il tratto più evidente e sincero di questa umanità emerge proprio nell’ironia con cui Manzoni tratteggia i propri personaggi, un’ironia sempre sottile, che nasce appunto dalla consapevolezza che l’umanità non è mai perfetta, che anche i “buoni” possono avere sentimenti ed istinti non proprio “moralmente edificanti”, dai quali possono lasciarsi prendere (in questo Renzo è sicuramente un “maestro”), così come anche nei “cattivi” emergono tratti propri di ogni uomo, da cui nessuno può dirsi alieno, neppure coloro che si considerano moralmente ineccepibili. Quella di Manzoni è l’ironia possibile solo a chi guarda l’umano senza moralismo, consapevole che questa umanità così ferita può infine giungere alla salvezza, non per i propri meriti, ma grazie ad una forza che non è la propria, e che possiamo ragionevolmente solo domandare. Buona lettura!

Pescespada


Posted in Pescespada and tagged by with no comments yet.

LA MANO DI DIO o della carezza del Nazareno

Sono stato impegnato in questi ultimi mesi a coordinare tre corsi di formazione per Assistente Familiare a Larino, Campobasso e Venafro.

La settimana scorsa ha avuto inizio lo stage presso strutture di accoglienza di vario genere: case di riposo, R.S.A., case famiglia, alloggi per anziani, centri di riabilitazione, etc.

Due dei sette allievi che avevano finito il turno del primo giorno in una delle tre sedi, tornando in aula per la verifica dell’andamento dello stage, mi comunicano che non avrebbero continuato il tirocinio e avrebbero rinunciato all’acquisizione della qualifica perché sicuri che non ce l’avrebbero fatta a sopportare psicologicamente il peso di quell’esperienza lavorativa.

Tenete conto che parliamo di due quarantenni che avendo perso il lavoro anni fa ed essendo finiti i benefici della mobilità, volevano riconvertirsi dal punto di vista professionale per cercare di rientrare nel mondo del lavoro.

Tenete anche conto che si trattava di quelli più bravi in aula per la serietà dell’impegno e per la capacità di apprendimento.

Cos’hanno visto di così drammatico, da decidere di abbandonare tutto?

Li ha spaventati la presenza di persone (soprattutto ragazzi) con disabilità fisiche e psichiche talmente gravi che hanno temuto di non riuscire a coinvolgersi con loro e di non riuscire ad assisterli in maniera adeguata.

Cosa potevo dirgli? Ho guardato negli occhi loro e gli altri, ma non sapevo da dove cominciare e dove andare finire…

Prende la parola Mirela, rumena; una signora che, da quando è in Italia, ha sempre fatto la badante a dei vecchietti e sta frequentando il corso con tanti sacrifici per prendere la qualifica.

E dice una cosa che mi ha sconvolto. «Anch’io sono toccata dentro nel vedere quelle persone, ma penso che in questo momento noi siamo la mano di Dio per loro e non possiamo abbandonarli».

Siamo rimasti tutti commossi da questa affermazione e allora mi sono alzato e sono andato ad abbracciarla.

Non credo che avesse sentito Jannacci nel 2009 invocare la “carezza del Nazareno” per chi era nelle condizioni di Eluana Englaro.

Non so concludere con parole mie e allora prendo a prestito la conclusione del volantino di Comunione e Liberazione del 09/02/2009 in merito alla morte di Eluana: “La presenza di Cristo è l’unico fatto che può dare senso al dolore e all’ingiustizia. Riconoscere la positività che vince ogni solitudine e violenza è possibile solo grazie all’incontro con persone che testimoniano che la vita vale più della malattia e della morte. Questo sono state per Eluana le suore che l’hanno accudita per tanti anni, perché, come ha detto Jannacci, anche oggi «ci vorrebbe una carezza del Nazareno, avremmo così tanto bisogno di una sua carezza», di quell’uomo che duemila anni fa ha detto, rivolgendosi alla vedova di Nain: «Donna, non piangere!»”.

Per la cronaca, nessuno più si è ritirato dallo stage e degli allievi di un corso di formazione, sollecitati dalla provocazione di una signora rumena, stanno diventando per quei ragazzi del centro di riabilitazione “la mano di Dio” o “la carezza del Nazareno”.

 Pesce (ner)Azzurro


Posted in Pesce (ner)Azzurro by with no comments yet.

Charlie

30 giugno 2017: I medici inglesi stavano per staccare la spina al piccolo Charlie Gard perché la corte europea dei diritti dell’uomo lo aveva permesso. Quis custodiet ipsos custodes? (Chi custodirà i custodi stessi?) Di chi è la colpa se i nostri custodi ci uccidono? Delle ideologie? Dell’Illuminismo? Dell’io dell’uomo? Quando uno scienziato o un filosofo o un giurista non riconosce l’esistenza del mistero nella vita degli uomini, viene fatto fuori un pezzo della realtà, viene eliminato un dato del problema. Non è una novità che esistano eventi reali che non possono essere spiegati né dalla scienza né dalla religione né dalla filosofia. Eppure in questi giorni c’è qualcuno o qualcosa che sembrerebbe essere superiore, che può spiegare tutto e comandare tutti: la legge, l’arma fatale della Corte Europea, l’arma a doppio taglio del genere umano. La colpa di questi 47 giudici non è di essersi sostituiti a Dio e ai genitori di Charlie, neppure di aver identificato come accanimento terapeutico ciò che non lo è; la colpa di questi 47 giudici è stata quella di giocare a fare i prestigiatori facendo scomparire il mistero dalla vita di Charlie (e quindi di tanti altri malati a partire da oggi visto che hanno creato un precedente). Prestigiatori ma anche architetti controtendenza avendo costruito un mondo privo dello spazio e del tempo per far accadere quello che alcuni chiamano miracolo. Una volta in un villaggio c’era una forte siccità e quindi gli abitanti si riunirono per celebrare il rito della pioggia. Tra tutti i presenti soltanto una bambina si presentò con l’ombrello! Ecco qui, non pretendo che la Corte Europea abbia la fede gigante e unica di quella bambina (la sola a credere veramente che avrebbe piovuto) ma che almeno permettesse di creare le condizioni affinché un miracolo possa verificarsi, cioè concedere una speranza oltre l’improbabilità che Charlie guarisca da una patologia così incurabile. Tumori che scompaiono, persone depresse che guariscono da un giorno all’altro, il Big Bang, i martiri cristiani, un aiuto che arriva al momento giusto, una persona che perdona l’assassino di suo figlio… Quanti e quali miracoli o eventi inspiegabili devono ancora accadere affinché l’uomo si renda davvero conto che il mistero esiste e che la sua eliminazione può portare a giudicare parzialmente la realtà? Mio fratello non è guarito dal suo tumore, ebbene se avesse potuto rinascere sapendo che lo avrebbe colto la stessa patologia lui avrebbe accettato di rinascere 1000 volte malato, sofferente ma vivente. Il miracolo ricevuto da mio fratello non è stato di guarire, ma di morire felice forse perché era realmente arrivata la sua ora. Questo mi basta per dire che Charlie non deve essere lasciato morire perché nessun giudice in terra ha gli strumenti e il potere di sapere (e decidere!) quando una persona è veramente felice o addirittura quando è pronta a morire. Noi continuiamo a pregare per il miracolo del piccolo Charlie, anche perché finora ha funzionato visto che da 20 giorni la sua morte viene rinviata giorno dopo giorno (e vi pare poco..?!)!

Anguilla


Posted in Anguilla by with 1 comment.

La moralità di Manzoni

I due aspetti che balzano agli occhi nel rileggere dopo un po’ di anni I Promessi sposi sono la grande ironia di Manzoni nel raccontare avvenimenti e personaggi del romanzo e la profondità di giudizi con cui affronta le situazioni più intricate. Di fronte al profluvio di giustificazioni che don Abbondio accampa per spiegare il suo rifiuto di maritare Renzo e Lucia, quando il parroco sembra averla vinta, obiettando che era stato lui a dover subire le minacce dei due bravi e che “bisognerebbe essere nei panni di un povero prete, e essersi trovato al punto”, ecco in che modo il cardinale Federico Borromeo smonta l’ultima resistenza del parroco ad ammettere le proprie responsabilità: “Pur troppo! Tale è la misera e terribile nostra condizione. Dobbiamo esigere rigorosamente dagli altri quel che Dio sa se noi saremmo pronti a dare: dobbiamo giudicare, correggere, riprendere; e Dio sa quel che faremmo noi nel caso stesso; quel che abbiamo fatto nei casi somiglianti! Ma guai se io dovessi rendere la mia debolezza per misura del dovere altrui, per norma del mio insegnamento!…”.

E’ ben raro incontrare una tale concezione di moralità e di amicizia, che non è ricattata dalle proprie reali o presunte incoerenze, ma riafferma ciò che è vero e giusto, costi quel che costi.

Rombo


Posted in Rombo and tagged by with no comments yet.

Tony Hillerman e il popolo delle tenebre

Hillerman, dopo un lungo impegno come reporter politico e l’approdo alla docenza universitaria, si dedica, tra un saggio e un articolo giornalistico, al genere giallo. In queste sue opere, paragonabili ai divertimenti di Graham Greene, narra vicende ambientate nel New Mexico, nelle riserve indiane dei Navajo, Hopi e Zuni, in cui i protagonisti sono Leaphorn e Chee, della polizia tribale Navajo. L’autore ci fa conoscere il mondo degli Indiani d’America, con le loro superstizioni e credenze antiche, ancora sopravvissute dopo l’impatto con la civiltà e ci mostra il fascino di questo loro legame personale con l’ambiente e con l’ordine cosmico.

In questa storia del 1970 le indagini vengono dirette dal sergente Chee, che è anche uno sciamano o uomo della medicina dinee, il quale scopre come il cattivo sia anche in questo caso un uomo bianco, coadiuvato da indiani “civilizzati”, cioè contagiati dal male dei balacani.

In un ambiente desertico, ostile e quasi disabitato, che i bianchi sfruttano indiscriminatamente, tra stregoni, rituali di purificazione, killers professionisti e disinvolti interventi dell’FBI, si arriva alla conclusione che mostra come la logica del mondo moderno sia centrata solo sulla cupidigia e sul potere.

Per un maggiore approfondimento si consiglia di leggere tutti i titoli (sono 7-8) nella serie Gialli Mondadori.

Pesce Palla


Posted in Pesce Palla and tagged by with comments disabled.