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Appunti sul governo

Il governo che forse oggi viene varato non è il migliore possibile: si sarebbe fatto volentieri a meno dei 5S con il loro statalismo di sinistra e la loro approvazione di tutte le battaglie liberal sui valori etici. Tuttavia, nessun’altra combinazione ha funzionato e questa è una buona alternativa a: a) il governo tecnico, che ha dimostrato di essere uno strumento incapace di sentire la vita effettiva delle persone; b) andare a votare a luglio, con il rischio altissimo di trovarsi nella stessa situazione e aver perso altri mesi. La garanzia di questo governo è che nasce e vive per accettazione di B., paradossalmente l’unico ad aver ragionato da statista in questo periodo.

Il programma (pessimo il nome “contratto” di ascendenza illuminista) alla fine è abbastanza soft, avendo tolto ogni riferimento a uscite da Europa ed Euro, negazione della TAV, radicalismi su pensioni, reddito di cittadinanza, ecc. Insomma, la tutela B. sembra escludere pericolosi estremismi. Certo è un programma un po’ ingenuo che promette un po’ tutto a tutti. Vedremo che cosa ne uscirà ma non si può essere preclusi a priori. Di certo, almeno, non sarà un governo peggiore dei precedenti creati da Napolitano, i quali, bon ton a parte, hanno approvato un biotestamento che apre all’eutanasia e delle unioni civili che indeboliscono il concetto del valore sociale della famiglia, mantenuto le tasse a livelli esasperati, fatto uscire l’Italia dalle voci che contano in Europa, creato un pasticcio sull’immigrazione che tutti gli italiani avvertono come problema di sicurezza.

Speriamo che il governo di unità nazionale tra quelle che sono la nuova destra e la nuova sinistra popolari sia un breve ma intenso governo di cambiamento prima di riaffrontarsi alle urne. Speriamo che in questo periodo le forze dei Popolari europei e le loro radici cristiane abbiano il tempo per riprendersi e per tornare a essere una voce significativa.

Torpedine