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Il senso di Smilla per la neve

Affascinante romanzo che nel 1994 ottenne un successo mondiale ed è ricordato soprattutto per l’omonimo film che ne sviluppa la vicenda. L’autore Peter Hoeg, in modo accattivante e puntuale, accompagna il lettore facendolo “addentrare nel mondo misterioso e sconosciuto della lunga notte nordica”. Smilla, la protagonista nativa della Groenlandia, nell’indagare sulla morte di Esajas, un giovanissimo amico, ci racconta prima la Danimarca e la neve; poi, per risolvere l’enigma si sposta in nave fino alla sua grande isola natale e ci fa conoscere il mare Artico e le immense distese di ghiaccio groenlandesi, parlandone come se fossero esseri viventi,quasi le profonde radici del nostro essere uomini.

Un personaggio strano questa Smilla: cinica, “integralista culturalmente”, che però mostra atteggiamenti da bambino, di una struggente semplicità e di una affettuosa complicità con il mondo che la circonda, uomini e natura. Tra le righe si definisce “specialista nel rinunciare ad affrontare la vita” per poi buttare là in modo noncurante, ma significativo: “Scoprire il proprio compito. La sensazione che ci sia uno scopo nella vita. Forse è questo che ogni bambino ci può dare.”

Buona lettura.

Pesce Palla