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Barcellona

Cari amici della spigola,
non dobbiamo abituarci al male ma dobbiamo accusare il male.
La Chiesa è madre anche in questo e ci educa, difatti la confessione è l’accusa dei peccati.
Cioè non è un processo contro di me ma è l’accusa a qualcosa di estraneo che è in me ma che non mi costituisce all’origine.
Se non mi costituisce all’origine posso guardare la sua origine e accusarla.
E’ così facile uccidere? Sembra di sì, e la domanda successiva è: allora posso uccidere anch’io?
La risposta è sì.
Per carità, ci sono vari gradi ma l’origine è la stessa: non posso dire che il male è solo fuori di me perché il male dei terroristi ce l’ho anch’io, siamo uomini e quindi con la stessa ferita.
Anche i terroristi islamici hanno il peccato originale.
La Chiesa, essendo madre di tutti gli uomini, ci aiuta a capire l’origine di questo male.
La ferita si chiama peccato originale e si manifesta nel piccolo gesto come nel gesto eclatante: san Paolo dice “Quando voglio fare il bene, il male è accanto a me”.
Cosa vuol dire? Quando voglio affermare con tutte le mie forze una cosa che ritengo giusta, non ho le forze per affermarla adeguatamente e divento violento. Faccio il male in nome di una cosa che ritengo giusta.
San Paolo continua “Chi ci libererà da questa schiavitù?”
Se fin qui il problema è “introspettivo”, da qui nasce un problema “storico”.
Anche per il terrorista islamico nell’anno 0, presso un paese della Palestina, è nato da una Vergine un bimbo che nell’anno 33 è morto ed è risorto per dire a tutti gli uomini: io sono la via, la verità e la vita di tutti i vostri desideri di bene. Ha detto “sarò con voi fino alla fine del mondo” e poi, molto più terribilmente ha detto “senza di me non potete fare nulla”.
Vuol dire che senza Cristo il sacrificio del martirio è nulla e l’anima si perde nel nulla.
Quell’uomo continua a vivere oggi nella Chiesa (vive fisicamente, realmente, fisiologicamente e psicologicamente per cui il male fatto oggi alla Chiesa è fatto direttamente a Lui).
Questo è un problema sia per i terroristi che fanno gesti eclatanti, sia per noi che facciamo gesti piccoli di violenza quotidiana.
Siccome la speranza cristiana è più forte della morte e quindi anche la letizia è più forte della morte, concludo con “Ci vediamo tutti in Paradiso, chi arriva prima non faccia il cretino come al solito: prenotare il tavolo e per me una pizza con cipolle e… tonno!!!”
A presto
Tonno subito