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GUARDARE…E BASTA!

Oggi mi sono trovata sola (incredibilmente!) in alta montagna.
Suggestivo paesaggio innevato, colpito qua e là da squarci di sole.
Ecco… in realtà non ero proprio sola: c’era con me il mio… Samsung!!!
E perché non mandare un whatsapp con un ramo ghiacciato, “postare” la traccia degli sci mentre vanno, “twittare” il rumore della neve che cade?
L’ho fatto tante volte, lo fanno gli amici, lo fanno i colleghi, persino prof. e allievi, genitori e figli (strano: io cercavo di non far sapere dov’ero a genitori e prof… ma io sono un po’ antica, come direbbe il mio amico Salmon Blues!).
Non sto scrivendo contro la tecnologia. E’ verissimo questo desiderio di comunicare tutto di sé, soprattutto a chi più si vorrebbe accanto in ogni cosa: “bella, int’o core tuo sacc’io chi tiene, chi sta int’o core mio saie pure tu”.
E viva tutti quegli strumenti che ci fanno guadagnare spazio e tempo! (tenete conto che metà del mio lavoro funziona rispondendo a mail mentre preparo la pappa o cambio un pannolino).
Purché questo desiderio non diventi un’ansia, purché non faccia saltare un passaggio, che sono proprio io.
Recentemente anche un noto (e caro!) filosofo ricordava come i mezzi di comunicazione non sono neutri rispetto al contenuto. E a volte mi inquieta questa perenne simultaneità, questa apparente onnipresenza.
E se fosse bello stare sola (incredibilmente!) in alta montagna, senza che nessuno lo sappia, senza che nessuno lo veda?
Guarderò, custodirò e racconterò.

Sirenetta