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Il dono

A giugno la mia collega (e amica) L. ha subìto l’asportazione totale della tiroide. Per la posizione del carcinoma il chirurgo ha dovuto effettuare un raschiamento delle corde vocali che, come conseguenza, le ha causato la perdita pressoché totale della voce.
L. è una grande donna e una bravissima insegnante: intelligente e attenta, premurosa e appassionata, creativa e determinata.
Tutta l’estate sono stata sfidata dalla domanda: perché lei e non io (che se avessi soltanto un decimo dei suoi talenti mi sentirei una grande)?
Ma la vita è un dono (e la vita è il cuore che batte, è il piede che poggio a terra per andare dove ho deciso di andare, sono le dita che muovono i tasti per scrivere piccole cose, sono gli occhi che mi permettono di indagare la realtà e scoprire che quello che vedo è bello, come il rosso – straordinario – dell’alba di questa mattina sul mare…) e il Signore è il Signore e quindi – come direbbero pesci di ben altra taglia – fa le cose da Dio!
Così quest’anno, per una serie di casi più o meno fortuiti, mentre L. rimarrà a casa per curarsi, sarò io ad insegnare e ad accompagnare all’esame anche la sua terza.
E anche per questo stamattina, entrando in (quella) classe, sono stata costretta a mollare la pesante zavorra di remore che ho su di me e a cedere al fatto innegabile che se sono lì – se posso parlare! – è perché, nel Suo misterioso disegno, il Signore ha voluto di nuovo donarmi la voce. E la vita. E la coscienza di me. E la Sua amicizia.
Un regalo. Gratis, per pura grazia, gratuito.

Alice