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Il miracolo più grande

Mi alzo, faccio le solite cose, lavarmi, vestirmi, fare colazione e incontrare un amico che ha qualcosa da darti perché in serata abbiamo un incontro importante.
Arrivo al lavoro, sono contento, faccio spazio al volantone di Natale, va vicino a quelli degli ultimi 3 anni, fra un po’ avrò bisogno di una nuova parete.
Leggo quello cui il Papa, Benedetto XVI, ci richiama:
“Nessuno può dire ho la verità – questa è l’obiezione che si muove – e, giustamente, nessuno può avere la verità. È la verità che ci possiede, è qualcosa di vivente… Egli stesso è un uomo…. conosce l’essere umano, lo conosce dal di dentro, lo ha provato con le sue gioie e le sue sofferenze. Come uomo, mi è vicino, vicino a portata di voce”.
E poi ancora, L. Giussani:
Il miracolo più grande, da cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata. Era uno sguardo rivelatore dell’umano a cui non ci si poteva sottrarre”.
Mi siedo, leggo la posta, un breve salto sui quotidiani on-line e mi colpisce questa notizia: (www.repubblica.it – Gilberto, malato terminale: -”Voglio decidere io quando morire”).
Qui Gilberto all’inizio dell’intervista dice, fino a contraddirsi:
– Vivo in sintonia con la natura, io non ho mai detto è una brutta giornata perché piove.
E ancora più avanti.
– A me piace la vita, anche nelle sue forme negative.
Il video appartiene ad una campagna di “sensibilizzazione” per proporre una legge di iniziativa popolare, lanciata dall’associazione Luca Coscioni, che riconosca il “diritto per una libera morte, per il diritto all’eutanasia”, per non morire in esilio (in Svizzera).
Posso solo immaginare il dramma umano di un malato terminale, non ho la capacità di immedesimarmi.
Ma non posso non riflettere sullo scarto rispetto a quanto letto nel volantone:
“Il miracolo più grande era uno sguardo rivelatore dell’umano a cui non ci si poteva sottrarre.”
Ma Gilberto, avrà mai la grazia di essere guardato così?
Io non posso che pregare affinché accada e, soprattutto, affinché la legge di iniziativa popolare naufraghi nella coscienza del valore della vita dei nostri politici.
Buona giornata.

Nasello