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Le mascherine? I fedeli cattolici i più obbedienti

I giornali discutono di tutto su virus, mascherine, dispositivi, dpcm ma nessuno ha fatto i complimenti ai fedeli cattolici, che da mesi sono obbedientissimi e disciplinatissimi nel rispettare le norme antivirus. Nelle messe, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, mascherina obbligatoria e forme varie di regolamentazione della comunione. Il governo, a cui la CEI risparmia un po’ troppe cose – per esempio non facendo la campagna per il NO al referendum che dovrebbe fare per difendersi in quanto minoranza – potrebbe almeno nella comunicazione ricordarsi che esiste una realtà esemplare, che senza ideologie ed estremismi, aiuta la società civile. Se ne dovrebbe ricordare anche quando poi la medesima realtà crea scuole e opere di carità, ma sarebbe chiedere troppo. Tuttavia, alla ricerca di esempi, almeno potrebbe sfruttare l’ottima obbedienza dei cattolici italiani.

Torpedine

Una risposta a “Le mascherine? I fedeli cattolici i più obbedienti”

  1. Articolo leggermente tendenzioso.
    Sinceramente non comprendo quale sia il “particolare merito” dei cattolici che si vuole fare trasparire.
    La mascherina è obbligatoria per legge, senza indossarla non puoi andare in chiesa e vieni accompagnato fuori, cosa che accade in tantissimi altri luoghibdi lavoro per esempio.
    Pe tale principio è molto facile entrare in chiesa e vedere tutti con la mascherina e distanziati , stessa cosa che avviene se entri in farmacia o in un negozio o dal dentista.
    Se qui invece si vuole sottolineare il buon esempio che i cattolici danno non tanto nel rispettare le norme, ma quanto nellattenzione con cui ci tengono a rispettarle per il bene comune di tutti,, vi invito a venire nello studio dove lavoro , dove tutti i giorni ho esempi di padri e madri , cattolici, musulmani, atei, che per il bene della gente che in questo luogo incontrano , seguono scrupolosamente le richieste che gli facciamo, ma soprattutto le rispettano quando non li vediamo e ci vengono incontro con attenzione e facendo più di quello che chiediamo loro.
    Pertanto ritengo l’articolo un po’ limitato nella visione del messaggio che si ha piacere di passare e al tempo stesso tendenzioso

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