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L’ONU non capisce il linguaggio della straniera

Cari amici della Spigola,
leggo or ora un trafiletto interessante:

www.repubblica.it – Preti pedofili, ONU contro Vaticano

circa le presunte responsabilità della Chiesa sulla pedofilia. L’ONU “rimprovera” alla Chiesa di aver coperto i preti pedofili e la redarguisce anche sul modo che ha di trattare l’omosessualità, la contraccezione e l’aborto.
Ora, dato che l’ONU ha meno di 100 anni mentre la Chiesa ne ha oltre 2000, mi chiedo con quale criterio questa organizzazione può fare contestazioni simili. A parte questa mia premessa (opinabile certamente), penso che il problema sia di onestà intellettuale: credo che l’ONU semplicemente non conosca la Chiesa. Questa organizzazione è fatta di uomini ai quali il cristianesimo è arrivato in modo non adeguato: vedono la Chiesa come oscurantista mentre è l’unica (sottolineo L’UNICA) realtà presente sulla faccia della terra che esalta la vera libertà dell’uomo. Penso che in questo momento sia quasi inutile ricordare la posizione della Chiesa nei confronti dell’omosessualità, della contraccezione e dell’aborto, basterebbe leggere il catechismo! Magari se usassimo gli stessi criteri per giudicare le ingiustizie delle lobby gay e di quelle economiche sarebbe già un buon passo avanti.
Siamo evidentemente di fronte a un duro scontro tra due mondi: quello della Chiesa in cui la libertà è adesione e quello del mondo (come lo chiama Gesù) in cui la libertà è opzione. Come diceva don Giussani in un video postato in un mio precedente intervento, nell’esistenza di ciascun uomo il percorso ricomincia sempre daccapo, come per Adamo ed Eva: nella costruzione della Chiesa non possiamo considerare che il sangue dei martiri è stato versato una volta per tutte.
Vabbè vado all’ONU, chissà che non riesca a fare un discorso a questi sepolcri imbiancati… ma non vi preoccupate, Tonno subito (se prima non mi ammazzano).

sanpietro

Tonno subito