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L’Ucraina e il senso della storia

L’affermazione più significativa della crisi ucraina è sfuggita a Obama: “Putin sta sul lato sbagliato della storia”. Che fa il paio con il giudizio della Merkel: “Putin è fuori dalla realtà”.
Mister President, qual è il lato giusto della storia?
Certo, Putin ha fatto un’azione da secolo XX e forse da secolo XIX. Occupazione di territori a fini di interessi nazionali. La maggioranza della popolazione della Crimea è russa e parla russo. Le basi militari sono lì così come lì si trova uno dei gasdotti importanti. Non ci sono altre ragioni se non quelle dello Stato nazionale.
La reazione stupefatta dei nostri due super-leader dimostra che:

  1. non ci sembra possibile che a qualcuno venga in mente di fare queste cose con la violenza antica e con esplicita dichiarazione. Gli US e l’EU le hanno fatte anche recentemente ma ammantate di discorsi diversi. Abbiamo rispettato l’auto determinazione in Afghanistan o in Egitto o in Libia? No, e forse per buone ragioni. Ma senza il coraggio di dirle apertamente e di difenderle.
  2. il fatto è che il mondo sta cambiando, gli Stati nazionali stanno finendo e non sappiamo bene che cosa succederà. Purtroppo però i nostri leader (e i nostri popoli) non hanno coscienza di ciò che vogliono, di quali siano gli ideali che dovrebbero guidare il mondo che verrà.

Putin sembra vivere nella prima metà del Novecento: dittatura, patria, famiglia, maschilismo, esercito, armi, religione di Stato.
Ma noi, mister President? Che tipo di uomo abbiamo in mente? Che cosa gli opponiamo? Per che cosa siamo pronti a batterci? Nel vuoto dei cervelli alla fine vincono i valori di moda e utili allo sfruttamento economico.
Il marchese di Posa diceva a Carlo V in partenza per ricevere l’incoronazione imperiale di non dimenticare gli ideali della gioventù. Si dovrebbe dire lo stesso all’Occidente. O, almeno, mister President, non dimentichi che si possono avere degli ideali, basta cercarli.

Torpedine

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