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Mariage pour tous

“Matrimonio per tutti”: in queste tre parole il contenuto della promessa n. 31 del programma elettorale di Hollande, una realtà che – nonostante una strenua opposizione – sta per diventare realtà in Francia.
La legge, già approvata dalle due Camere, ha ricevuto qualche giorno fa anche il parere positivo del Consiglio Costituzionale ed apre così le porte al matrimonio e all’adozione delle copie omosessuali.
Mentre i primi sondaggi davano la maggioranza dell’opinione pubblica a favore della legge, man mano che il dibattito si è fatto più acceso e si sono chiariti i termini e le conseguenze dell’eventuale approvazione, l’opposizione è cresciuta ed oggi il 64% della popolazione francese si dichiara contrario, in particolare alla legalizzazione delle adozioni a coppie omosessuali.
L’opposizione si è espressa in grandi numeri come nella migliore tradizione del popolo di Francia: il prossimo 26 maggio saranno per la quarta volta in centinaia di migliaia a scendere nelle strade. Nel contempo sono nati movimenti spontanei e pacifici promossi da gente di estrazione diversissima (siamo molto lontani dai momenti in cui si accreditava l’opposizione al cosiddetto fronte “conservatore, cattolico, fascista”). E’ un sommovimento imprevisto che sta scuotendo la nazione; eppure tutte queste espressioni di una chiara volontà popolare sono state tendenzialmente ignorate dai media in Francia e in Europa, mentre hanno “goduto” della repressione – in certi casi anche violenta – della polizia e di alcuni arresti.
Tra i numerosi movimenti di opposizione pacifica si sono distinti i Veilleurs, coloro che vegliano. Sono giovani di diversa provenienza, apparsi all’improvviso, prima sulla Piazza degli Invalides, vicino al Parlamento, poi in altri luoghi simbolici – sempre significativi e affascinanti – di Parigi. Il loro slogan è la frase di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. Si danno appuntamento per sms o sui social, si siedono per terra e vegliano, sentinelle di notti illuminate dalle loro candele e riempite di canti: spesso sorvegliati dalla polizia, ascoltano giuristi, filosofi, deputati, psicologi etc. sul tema del matrimonio e delle adozioni. Qualcuno di loro legge ad alta voce autori immortali come Hugo, Saint-Exupery, Camus, Péguy, Racine, Arendt, Solgenitsin, Havel…; in altri momenti ascoltano musiche come quelle di Bach o cantano insieme. Le loro parole guida sono: ragione, cuore, bellezza.
Di fronte a un potere sordo e cieco alla loro presenza, rispondono con il loro esserci, con il loro libero porsi: “Noi non siamo degli indignati… Le nostre manifestazioni non sono fatte da corporazioni, ma dai nostri corpi di uomini e di donne e questo è insopportabile a quelli che leggono tutto in termini di rapporto di forza”, ha scritto il filosofo Fabrice Hadjadj.
L’europarlamentare on. Luca Volonté vede nei Veilleurs la più bella sorpresa d’Europa e, lo scorso 6 maggio, ha scritto loro: “Il vostro silenzio può muovere le montagne e i pregiudizi ideologici in tutta la Francia e in tutta l’Europa… Vi lascio con le parole del mio scrittore preferito, Chesterton, che descriveva, cento anni or sono, l’attualità: ‘Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancor più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio'”.

Poisson-papillon