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Sonno benedetto

Durante la veglia per la Pentecoste, il Papa ha usato due immagini che spero di ricordare per tutta la vita.

“Il Signore ci guarda: ci guarda prima. La mia esperienza è ciò che sperimento davanti al sagrario quando vado a pregare, la sera, davanti al Signore. Alcune volte mi addormento un pochettino; questo è vero, perché un po’ la stanchezza della giornata ti fa addormentare. Ma Lui mi capisce. E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda.”

“La chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. […] ma che cosa succede se uno esce da se stesso? Può succedere quello che può capitare a tutti quelli che escono di casa e vanno per la strada: un incidente. Ma io vi dico: preferisco mille volte una Chiesa incidentata, incorsa in un incidente, che una Chiesa ammalata per chiusura.”

Di fronte a queste parole, ho provato una grande liberazione e, allo stesso tempo, ho sentito l’accendersi di una vis polemica. Tali sentimenti, come lo stesso Francesco testimonia, nel cristianesimo trovano la forza di convivere senza doversi annullare.
La vis polemica credo che sia stata inevitabile in chi abbia frequentato almeno una volta un ambiente ecclesiale. E’ ormai consueto, infatti, sentire in tali luoghi predicatori che accusano i fedeli (e, ancora più incomprensibilmente, i non fedeli) di non impegnarsi sufficientemente per essere felici. Dicono che per essere felice devi cambiare, non devi pensare come di solito pensi, non ti devono piacere le cose che di solito ti piacciono. Solo dopo una sorta di purificazione si potrà vivere il cristianesimo a pieno, si potrà essere felici. La realizzazione della persona sarebbe il frutto di un cammino personale, di un allineamento o avvicinamento alla presenza di Gesù. Niente di più lontano dall’immagine del Papa che si sente in pace e invita tutti a “farsi guardare dal Signore”, anche se si è addormentati.
L’immagine di una chiesa che piuttosto di chiudersi in se stessa corre il rischio di incorrere in un incidente è fin troppo affascinante per essere paragonata a quella di una chiesa talmente attenta a non sporcarsi le mani da non toccare più nessun ambito tra quelli che gli uomini reputano interessanti.
Il Papa, come più volte ha fatto in questi mesi, ha portato alla luce una grande verità: il cristianesimo è la risposta allo struggente desiderio dell’uomo. E l’uomo cristiano è colui che immeritatamente è stato raggiunto e abbracciato da Colui che cercava magari senza saperlo, a volte andando nella direzione sbagliata, a volte persino dormendo.

Manta