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Un capitano è per sempre!

Il “capitano” Francesco Totti ha detto addio alla sua amata Roma. Mentre guardavo le immagini non ho potuto evitare  di commuovermi, perché per me (strano a dirsi per una donna) Francesco è stato colui che mi ha avvicinato allo sport del calcio. La domanda è stata inevitabile: “ma perché un saluto così?” Non so quanti di voi hanno visto le immagini, ma credo proprio che un calore così per un giocatore non si sia mai visto prima, nemmeno per i più grandi come Baggio o Del Piero.

Poi mi sono tornate in mente le parole del Papa dette qualche settimana fa in occasione di un incontro con le squadre classificate nella Coppa Italia: “Avete una notevole responsabilità: essere testimoni di lealtà, di onestà, di concordia e di umanità [..] Considerando il fascino e i riflessi che il calcio professionistico ha sulle persone, specialmente sui giovani, voi avete una notevole responsabilità. Coloro che sono considerati campioni diventano facilmente figure di riferimento. Perciò ogni gara è una prova di equilibrio, di padronanza di sé, di osservanza delle regole”.

Rileggendo queste parole ho pensato proprio a Totti, che pure nei suoi errori (il famoso episodio dello sputo) e con il suo temperamento, è rimasto leale ad una maglia (al suo ideale) per 25 anni ed ha sempre ironizzato sia sul suo carattere che sui suoi limiti. In un periodo storico dove il denaro comanda e non c’è più affezione per nulla, c’è da riconoscere che non è stato un gesto scontato quello del capitano.

In ultimo, mi rincuora vedere come il Papa ci ricordi che nessun aspetto della vita, nemmeno lo sport, è tagliato fuori: un cristiano può dare un giudizio su tutto, anche sul calore umano che una figura calcistica ha suscitato e continuerà a suscitare.

Pesce (giallo)Rosso