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A proposito di civiltà…

La scorsa settimana, la Santa Ildegarda di Bingen è stata proclamata Dottore della Chiesa. Ildegarda, vissuta nel XII secolo, ha contribuito in modo decisivo alla crescita della Chiesa del suo tempo. Durante la sua vita ha testimoniato un grande amore per il creato dedicandosi alla medicina, alla poesia e alla musica.
Io la conoscevo per aver ascoltato la sua musica, che ha sempre suscitato in me una grande attrattiva.
Una donna che ha riconosciuto in Cristo il suo destino, e che avendolo perseguito in tutto, ha contribuito a creare una nuova civiltà.
…quando ascoltiamo i brani di Ildegarda, ascoltiamo parole e musica di una donna che era chiusa fra quattro mura e, se prestiamo attenzione, diciamo con meraviglia: “Altro che civiltà, la nostra: è inciviltà la nostra rispetto a quella!”. Perché civile non è la scoperta di meccanismi nuovi, particolarmente adatti ad andare sulla Luna o anche su Marte, oppure a cavarsi non solo il pelo della barba, ma anche la radice, così che per tre giorni uno non si fa più la barba… La civiltà non è questa. La civiltà è al di là del meccanismo. Quando uno dice “io” o “tu”, non dice un meccanismo. Ciò che possiede tutti i meccanismi che abbiamo addosso non è meccanismo… (L. Giussani).
Una civiltà è tale se le persone sono guardate nella loro totalità, per cui l’altro non è riducibile solo a ciò che io posso comprendere, ma è la possibilità per accorgermi di quel punto di fuga che è in ognuno di noi.

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