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Abitudini

Lo scorso venerdì un razzo di Hamas è riuscito a colpire – prima volta nella storia – il territorio di Gerusalemme, la città santa di tutti. Anche se il missile è caduto in zona periferica e non ha causato vittime, si tratta comunque di un avvenimento che non ha precedenti e che suscita mille (vecchi e nuovi) interrogativi: fino a quando i palestinesi di Hamas continueranno a far partire missili dalla striscia di Gaza verso Tel Aviv? Cosa decideranno gli israeliani, colpiti dopo più di venti anni nella loro capitale nella quale – di fatto – vive quasi metà della popolazione? E’ vero che si stanno preparando ad un attacco da terra? Qual è il ruolo di Morsi e del governo egiziano? E cosa faranno il resto del mondo arabo e l’occidente?
Domande alle quali nessuno sa dare risposta ci bruceranno per giorni, almeno fintanto che questa nuova crisi ci sembrerà possa mettere a rischio i (nostri) confini consueti. Poi tutto tornerà nel silenzio.
Un duro colpo mi è stato inferto, intanto, dalle parole di un ragazzo del sud d’Israele, lette nei giorni scorsi e che – queste sì – bruciano ancora:

«Nella nostra famiglia siamo tutti grandi, il più piccolo ha 15 anni. Gli allarmi, i missili e tutto quello che ruota attorno non ci dà neanche più fastidio. Quando suona l’allarme significa che devi contare fino a 15 e sperare per il meglio… Sabato sera sono andato a casa di un mio caro amico. Ad un certo punto è scattato l’allarme rosso. Loro si sono voluti rifugiare nel bunker, io ormai sono abituato a non farlo più ma sono sceso con loro comunque. E ho visto là sotto il fratellino piccolo che abbracciava la madre impaurito. Per un attimo mi sono detto: “Perché è così spaventato, possibile che non si sia ancora abituato?”. Ma un secondo dopo ho realizzato che la vera assurdità non era che lui fosse spaventato, ma che io mi sono ormai abituato».

Certo, è assurdo abituarsi alla guerra, ma l’assurdo più assurdo è un adulto che, godendo del vivere in pace, non fa altro che abituarsi ad un sordo, colpevole silenzio. Il mio.

Alice