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Aggiornamenti nel fermo pesca: 1. Argentina

Anche in un mese di fermo pesca, la Spigola non può rinunciare al suo compito informativo. Mentre in Italia impazza il toto-Salvini nel mondo succedono alcune cose di enorme portata. Prima di informare su Salvini &co. occupiamoci degli altri punti caldi.

Argentina. In Argentina le presidenziali saranno il 27 ottobre ma domenica scorsa si è svolto un pre-voto. Tale pre-voto è previsto per arrivare alle presidenziali con un solo candidato per partito (se ci sono più candidati del medesimo partito, solo il vincente passa il turno e si presenta alle presidenziali), ma in questo caso i partiti avevano già un solo candidato. Tale legge, combinata con il fatto che in Argentina è obbligatorio votare (!), ha fatto sì che il pre-voto diventasse identico al voto che ci sarà il 27 ottobre. Ha vinto con enorme maggioranza il partito dei peronisti di sinistra della ex-presidente Kirchner battendo chiaramente il presidente in carica il liberale Macri. Il problema è che quest’ultimo è stato il primo presidente liberale dopo lustri di peronismo di sinistra (che significa accentramento e assistenzialismo) e aveva avuto la fiducia del Fondo Monetario Internazionale, al quale la debole economia argentina deve affidarsi.

La sconfitta nettissima di Macri ha fatto collassare la borsa (-38%) e il peso argentino (-48%). In un giorno, insomma, l’Argentina è riuscita a valere la metà del giorno prima e i prezzi cominciano a volare. Disastro, per un Paese a grande maggioranza cattolico e fatto all’80% di persone di origine italiana. Purtroppo, l’orizzonte è fosco: lo statalismo e l’assistenzialismo sono il contrario di una cultura del lavoro, che è legata a doppio filo alla libertà. Speriamo che da qui ad ottobre, al giorno del voto vero, accada il miracolo di preferire la libertà, anche se faticosa, al comodo.

La Spigola