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IL BAMBINO E IL VILLAGGIO

È difficile spiegare a un bambino cosa è un “candidato”…
E qualcosa bisogna pur dire quando ti chiedono “perché c’è la faccia del nostro amico in giro per la città?”.
Come sempre, l’esperienza è più forte di molte parole.
Così, un bel gruppetto di bambini domenica ha camminato per le vie di Torino al canto di “Ay ay ay, sveglia Torino! Votando Magliano tu porti in Europa un tuo conciiiiiittadino!“.
Alla partenza in piazza Statuto (per gli “stranieri” prego vedasi google maps!) erano attaccati alla gonna della mamma; in via Po fermavano loro le persone per dare un volantino.
Cosa è successo? Cosa ha tolto loro la paura e li ha fatti muovere liberi come a casa (fin troppo! Al mio ho dovuto attaccare al polso un palloncino colorato per non perderlo!!!)?
Io direi sinteticamente: un popolo.
Si può ben chiamare “popolo” un gruppo di persone che cammina insieme, canta insieme, mosso da un ideale comune come origine e come scopo.
Ecco un criterio utile per scegliere in mezzo a tanta confusione e delusione: un politico che sia espressione di un popolo e a questo debba rispondere una volta eletto.
Senza, la politica resta aria fritta, mero esercizio del potere, incapace di idee nuove, per nulla affascinante, se non addirittura violenta. Come con sgomento ci tocca vedere tutti i giorni.

Sirenetta