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Disinformazione

Nelle varie nuotate estive penso di aver discusso almeno 20 volte di Trump/Clinton.
Ciò che mi stupisce di più è l’assoluta mancanza di informazione e, allo stesso tempo, l’incredibile presunzione di giudizio. Partiamo dalla prima: spesso le varie persone con cui parlo ammettono di: a) non aver mai sentito un discorso completo né dell’uno né dell’altro; b) non sapere nulla della tradizione politica americana, dei suoi cambiamenti, delle sue radici culturali; c) avere un giudizio confuso sia sulla politica “neocon” di Bush (esportazione della democrazia) sia su quella “leading from behind” di Obama-Clinton (ci avevo creduto, non ha funzionato; anzi ha creato il nostro problema immigrazione, migliaia di morti nel Medio Oriente, il primo ambasciatore americano ucciso non in guerra, l’appoggio sconsiderato dapprima alle primavere arabe e dopo a strani caporioni militari); non sapere nulla dei vari legami tra Clinton e Wall Street e della reale situazione finanziaria di Trump; non sapere nulla delle effettive idee etiche dei due.
Eppure, a fronte di questa ignoranza, hanno un giudizio chiarissimo: Trump è un pazzo e sarebbe meglio che vincesse Clinton, anche se non è il massimo (quest’aggiunta finale, fa fine ma rende l’espressione ancora più assurda).
Da dove viene questo giudizio? Dalla televisione (CNN, replicata in Europa da moltissime testate) e dai giornali (New York Times in testa, ripreso dal nostro magico trio omologato Rep-Cor-Stampa).
La conclusione più interessante che si trae da questi dialoghi paradossali è la seguente: non esiste una capacità critica che nasca e si sviluppi in solitudine. Alla fine, o uno appartiene a relazioni amicali forti in grado di conoscere e giudicare in senso originale e ideale o, alla fine, uno pensa di essere critico lasciandosi plasmare la testa dai mezzi di informazione. Pasolini lo chiamava il Potere, con la P maiuscola, per dire che è fortissimo e impersonale. Di fronte a esso, l’intelligenza non basta e, infatti, Ratzinger invocava le minoranze creative, gruppi amicali di fede e ideale, disposti a rischiare insieme un giudizio e a sostenerlo con letizia. Speriamo che ciascuno possa partecipare a una di esse.

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