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IL GRUISTA: L’UOMO CON LE VERTIGINI AL CONTRARIO

Quest’estate, grazie al Meeting di Rimini, ho rivalutato un cantautore italiano amato da tanti, ma che forse (anche per la distanza geografica che ci separava) non mi ha mai impressionato più di tanto : ENZO JANNACCI.

In particolare vorrei proporvi una canzone: “IL GRUISTA”. Questa è la storia di un uomo comune che lavora manovrando la gru nei cantieri di Milano, a più di cento metri di altezza. Da questa posizione l’uomo gode di una gran bella vista, infatti ha un punto di vista straordinario che gli dona una apertura sulla realtà straordinaria. Dominando dall’alto, tutto gli sembra più piccolo e buono, ed è come se si sentisse più vicino all’infinito. Questo lo cambia a tal punto che non riesce e non vuole più scendere dalla gru, gli si è sconnesso il metabolismo basale e soffre di vertigini quando scende sulla terra ferma tanto è forte la mancanza di quella vista e dell’infinito che intravede da lassù. Ma quello che potrebbe sembrare una sorta di vita statica, contemplativa, diventa occasione di incontro: infatti l’uomo vede una donna sulla terraferma, una sventola, si innamora di lei e la invita a salire sulla gru. La donna accetta e sale, ma una volta su non riesce a sostenere da sola tutta quell’altezza e cade giù. L’uomo così la salva con il gancio della gru e la riporta in alto. Da quel momento anche lei non scenderà più giù, ma resterà in alto con il suo gruista a godere della bella vista affacciata negli occhi del suo gruista, infatti lei riesce a godere di quella posizione di fronte all’infinito solo attraverso lo sguardo della persona amata che la sostiene e l’aiuta a restare viva di fronte alla realtà, da sola cadrebbe giù.

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Bavosa