La Natura ferita

Cari pesci di tutti i mari, vale la pena in questi tempi, di fronte a terremoti, neve e alluvioni, riprendere quello che la chiesa dice da sempre, a partire da San Paolo: la natura, come l’uomo, è ferita dal peccato originale. Infatti, come l’uomo tende al bene, al bello, al vero e alla felicità, così anche la natura non è creata per il male. Per esempio è bellissimo vedere la neve che scende piano piano, come è capitato a me due settimane fa lavorando di notte e vedendo Pescara coprirsi di bianco, uno spettacolo che si offre gratuitamente a ognuno; i movimenti continui della terra fanno crescere le montagne, l’acqua della pioggia rigenera le piante e così via: in sé la natura è creata per il bene! Eppure, come l’uomo, la natura è ferita: Davide Rondoni lo esprimeva efficacemente su Twitter, in merito al terremoto che ha colpito Norcia ad ottobre, con queste parole: “La natura non è pura, ha faglie, sussulti. Come noi. Questo posto non è paradiso. La bellezza non è al riparo. Ricostruirla sempre.”
Occorre implicarsi con questi giudizi e con degli amici, perché simili eventi non sono senza senso. Certo, sono pieni di dolore, ma il dolore è una forma di rapporto: occorre dunque domandare Dio e difendere lo scopo buono per cui la natura, oggi dolorosa, è nata. Per questo, possiamo collaborare al bene facendo gesti di carità, cioè di aiuto verso coloro che oggi si trovano nel bisogno.

Occhione