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Letture da spiaggia 5

“Più la scienza amplia i suoi confini e maggior comprensione ci dà dei meccanismi dell’esistenza, più chiaramente spicca il mistero stesso dell’esistenza” scriveva Huxley in un saggio degli anni ’50.

Aldous Huxley scrisse la sua opera più famosa – “Il mondo nuovo”, ed. Oscar Mondadori, € 10,50 – nel 1932. Il romanzo racconta una società totalitaria nella quale ogni aspetto della vita è pianificato. In nome del progresso, del benessere, della salute e della pace è stata sacrificata qualsiasi espressione dell’io. Non esiste forma di affettività né vincoli familiari di alcun tipo (le parole madre e padre sono tabù e usate come insulti). Il sesso, praticato fin dall’infanzia, è avulso da ogni rapporto affettivo e forma di procreazione. La riproduzione umana è completamente extrauterina e programmata in serie. Gli individui non vengono educati ma condizionati. Tutto ciò che appartiene al passato è considerato vecchio e quindi inutile. Non c’è più alcuna forma di religione, bellezza, cultura, arte, passione. Ogni tristezza o pensiero negativo è eliminato chimicamente. Insomma, l’umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice!

Il romanzo è ambientato nell’anno 2540 della nostra era. Ma non vi sembra simile al “meraviglioso” mondo nuovo che stiamo affannosamente tentando di costruire?

Consigliato:

  • a chi ama Orwell (the best) e ha letto, regalato, prestato, riletto, amato “1984” (the top);
  • a chi ama Shakespeare: dal titolo in giù sono almeno una dozzina i drammi citati (roba che un normo-lettore seriale può andare avanti fino a Natale);
  • a chi non ha paura di guardare la realtà e di dire pane al pane e vino al vino.

Sconsigliato:

  • a tutti gli altri.

Alice