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Letture d’inverno 2

Mi piace leggere la Mazzantini. Mi piace per la sua scrittura dura, da uomo. Tra i suoi romanzi, quello che preferisco è “Venuto al mondo” (Ed. Mondadori, varie edizioni, anche low cost) e mi è tornato in mente oggi, leggendo che il 18 marzo di vent’anni fa veniva liberata Sarajevo.
Il tentativo disperato di comprendere il proprio passato (o la ricerca della felicità?) che mette in viaggio Gemma in un casino di violenza pubblica (passata – quella, appunto, della guerra nei Balcani -) e privata (passata e presente), toglie il respiro. Tutto il libro impone una continua domanda sulla realtà: ma si può arrivare a tanto? Tanta superficialità, tanto dolore, tanto amore, tanto odio, tanto schifo?
Poi arriva la fine e torni a respirare: la scoperta che un figlio (amatissimo e volutissimo) non è il frutto di un tuo progetto, ma può nascere solo dallo sguardo – a tratti incomprensibile – di un Altro, il solo che, da tutto, riesce a creare la vita. Che un figlio è dato, che è un dono.
Probabilmente spingo oltre il pensiero di chi ha scritto ma non mi importa, perché quello che rimane (anche in tanta violenza-schifo-dolore-odio) è che l’altro c’è perché è fatto, perché è “venuto al mondo”.
Se vi va… buona lettura!

Alice