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Libertà di scegliere

Di televisione ne guardo tanta e, allo stesso modo, presto una certa attenzione anche alle pubblicità che suscitano in me un certo interesse, purtroppo anche perché talvolta si palesano come veicoli “innocenti” di un pensiero comune che ha dell’inquietante.
Come, per esempio, lo spot di una nota compagnia telefonica italiana mobile la quale, nel promuovere il proprio servizio ADSL per la visione on demand di svariati programmi, conclude il suo slogan così: “le nuove tecnologie ci stanno regalando la libertà di non scegliere”.
A furia di risentire questa pubblicità l’iniziale stranezza della frase mi si è mostrata in tutta la sua infelicità: da quando la vera libertà si esplica nel non scegliere qualcosa?
Anche quando tale idea deriva dalla circostanza del poter avere tutto a portata di mano – e per cui verrebbe meno la necessità di scegliere – quella proposta è una falsa idea di libertà.
La vera libertà si esprime proprio nella possibilità di scegliere qualcosa, di affermare un valore o una mera preferenza rispetto a quello che abbiamo davanti, mentre il non scegliere – con l’illusione di avere tutto a portata di mano – atrofizzerà non solo la nostra capacità di essere liberi ma anche, e soprattutto, il riconoscimento di quello per cui vale la pena scegliere.
E questo vale per le grandi decisioni della vita così come l’uso che faccio del mio tempo libero, visto che, anche potendo, che gusto avrebbe seguire acriticamente tutte le serie tv esistenti invece di appassionarmi proprio ad alcune che ritengo più intelligenti/divertenti/a me congeniali?! (si, sono un attimo telefilm addicted).

Ostrica