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Mater et magistra

Mater et magistra
Fedeli in Piazza San Pietro from Pixabay

L’11 giugno il Dicastero Vaticano per i laici la famiglia e la vita ha emanato un importante decreto sulla rappresentatività e la durata delle cariche direttive e di governo dei movimenti e delle associazioni ecclesiali diffuse a livello di internazionale.

Si tratta di un atto importante, avente forza di legge e, come tale, specificamente approvato dal Papa.

Il decreto stabilisce una durata massima delle cariche di 5 anni e la possibilità di un solo rinnovo (per un totale di 10 anni).

Inoltre invita tutti i movimenti a favorire una partecipazione alla scelta dei responsabili, attraverso adeguati meccanismi di rappresentanza diretta o indiretta, modificando ove necessario i propri Statuti.

La Chiesa ha assunto tale decisione, come ben spiegato in una allegata nota esplicativa, per aiutare le realtà ecclesiali a conservare vivo il carisma affidatole dallo Spirito nel momento – sempre delicato – in cui vengono a mancare i Fondatori e facilmente possono crearsi situazioni di autoreferenzialità, personalismo o accentramento.

La Chiesa, “Mater et magistra”, vive nella storia come continuità di Cristo e prende nel tempo coscienza della ricchezza del Depositum fidei, modellando anche il suo diritto e la sua organizzazione in base a questo.

Così sta avvenendo in un contesto nuovo e con realtà ecclesiali nuove (i movimenti), facendo emergere l’importanza della libertà di associazione, della libertà della coscienza individuale e – soprattutto – la responsabilità di tutti i fedeli per la conservazione dei carismi, in funzione della missione.

Non si tratta di burocrazia o di cedimento a logiche ‘democratiche’ mondane (infatti è la Chiesa ad avere insegnato già dal medioevo la rappresentanza alle istituzioni civili, non viceversa!!!), ma di un passo di crescita per tutti, del quale non si può che essere grati.

C’è da sperare che tutti i fedeli e tutte le realtà ecclesiali chiamate in causa non perdano questa occasione di crescita di consapevolezza e di comunione ecclesiale”.

 

Pesce Pilota