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Non attapiriamoci per favore

Sì, il clima globale sta cambiando. Ma non attapiriamoci, se no è finita.

Alcuni flash.
Una donna vegana ha portato i suoi vicini in tribunale, in Australia, lamentando l’odore di carne e pesce proveniente dal loro barbecue. Il tribunale ha respinto l’istanza.
Tutto giusto a mio avviso, ma come la mette il mondo che illuministicamente professa: “la mia libertà si ferma dove comincia quella dell’altro?” Boh.

Conte in griglia di partenza con il nuovo governo dichiara: “Consonanza di idee tra Pd, M5s e altre forze di centrosinistra. Possiamo riformare incisivamente il Paese”. Poi aggiunge:”Non mi sfuggono [tuttavia] le ragioni di perplessità”.
Stupendo. Ritengo avesse maggiore speranza la partenza della coppa Cobram di fantozziana memoria con ambulanza e carro funebre in coda; “Partiamo, ma non si può mai sapere”, cit. Filini.

Su Rousseau è stato boom di voti, riportano tutti i media: in totale hanno espresso la propria preferenza alla formazione del governo giallo rosso 69.634 iscritti. Parafrasando un Di Maio gongolante: dobbiamo essere molto orgogliosi che tutto il mondo ha aspettato il pronunciamento di questi 70 mila cittadini italiani su una piattaforma digitale che è un unicum al mondo. Fine parafrasi.
Cioè, fatemi capire: 8 miliardi di popolazione mondiale ha atteso che uno 0,0001% si esprimesse su un governo costruito con il pongo, panetto scultura? Ma allora l’ansia per le notizie da Hong Kong ci porterà ad una tachicardia da Willy il Coyote. Boh.

Renzi tempo fa dichiarava: “Se qualcuno vuole davvero fare l’accordo con i Cinque Stelle ci provi, alla luce del sole, senza dover attaccare me. Io non condivido questa scelta e, per il rispetto che devo a chi mi ha eletto nel collegio, non voterò la fiducia a un Governo Pd-Cinque Stelle. Chi vuole provarci lo faccia: nessuno potrà impedirmi di oppormi ad alta voce come è mio diritto. E come è mio dovere”. Rimando con discrezione ai suoi prossimi movimenti.
A questo punto mi ritornano in mente solo l’irruzione in scena di Tafazzi e la pippata colossale del Brucaliffo dal cartone animato Alice nel paese delle meraviglie.

Ma nonostante tutto questo, la cosa importante è scatenarsi sui social per deridere la Greta in versione Isavetheplanet che appare con una bottiglia di plastica alle spalle.
È proprio vero, il clima sta cambiando e la colpa è l’isola di neuroni non riciclati che sta galleggiando nella nostra società. Ma tanto la colpa è di Trump. O di Salvini. Scegliete in base a quanto vi sentite indignati.

Il Pigo