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“Occhi chiusi” di Giulio Massobrio

Romanzo inquietante incentrato su una serie di omicidi attuati con un enigmatico rituale vendicativo, l’uso di uno antico stiletto e i cadaveri, a cui vengono chiusi gli occhi, e poi ricomposti come in una macabra scenografia. Sfondo del mistero la tranquilla cittadina di Alessandria: “una città da niente; una città a bolle; quelli di una bolla ignorano quelli delle altre. Una città piena di caserme e chiese, dove le prostitute e i preti fanno affari d’oro.” L’anno è il 1961 ma la società locale non ha ancora metabolizzato il ventennio fascista, gli orrori della guerra civile e della liberazione. La ricerca del colpevole si muove nelle sabbie mobili dell’ambiente borghese cittadino, riesumando tragiche storie di bambini abbandonati  nel crocevia esistenziale  del 1945. Riemergono dal passato i protagonisti di questo crinale storico: borsari neri, i repubblichini, le prostitute, il mondo dei seminari e degli orfanotrofi. L’amaro epilogo ci mostra come la furia vendicativa sia la scomposta risposta alle violenze e alle torture perpetrate nello squallido mondo della pedofilia.

Pesce Palla