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Oltre lo scandalo

Tristemente, ancora una volta, la data 11 Settembre è associata ad una strage. Tutti abbiamo potuto vedere in TV e apprendere dai giornali la notizia dell’incursione di estremisti islamici nell’ambasciata USA in Libia e del barbaro assassinio dell’ambasciatore Stevens, di due agenti della sua scorta, di un funzionario dellambasciata stessa e del ferimento di 18 persone.
Sono sconvolgenti, inoltre, le immagini del cadavere dell’ambasciatore che viene oltraggiato dai terroristi. Tuttavia, la cosa più sconvolgente è che l’uomo può compiere tutto questo male. E’ una cosa di fronte alla quale non ci si rassegna mai tanto è lo shock. E’ chiaro che la questione del film blasfemo è stata usata come pretesto, com’è chiaro che il presidente Obama mente quando dice che: “Sarà fatta giustizia” perché se anche si stanassero i colpevoli e si annientassero, basterebbe questo a fare giustizia? La coscienza dell’opinione pubblica sarebbe superficialmente placata ma la questione sarebbe destinata a riemergere: abbiamo la necessità di essere salvati dal male che possiamo compiere. E poi, chi renderà giustizia pienamente a quegli uomini che sono morti? Questa triste circostanza fa gridare, mendicare. Abbiamo bisogno che quello per cui siamo fatti – il Vero, il Bello, il Giusto, il Buono – ci accada e ci attiri a sé, cambiandoci.
“Per sperare […] bisogna aver ottenuto, ricevuto una grande grazia” (C. Peguy).
Infine, gesti eclatanti come quello della produzione di film blasfemi e della loro divulgazione, sono proprio contrari all’opera silenziosa dei tanti cristiani che, investiti della sguardo di Cristo ora, costruiscono con tutti, non facendosi scandalo di differenze di lingua, religione, razza… Perché il cuore dell’uomo non ha lingua diversa, non ha razza e si commuove allo stesso modo.
E’ questa una delle cose più grandi, più entusiasmanti del cristianesimo: uno spalancamento e un abbraccio a tutti gli uomini e a tutto il mondo.

Aragosta