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Qualcosa non torna

Qualcosa non torna in quanto avvenuto ieri. Il Presidente, che finora aveva accettato tutte le ipotesi dei partiti, si impunta nel rifiuto di un economista di 82 anni, mentre Salvini rifiuta l’opzione di avere il proprio destro come ministro dell’economia. Mattarella sa quanto il rifiuto sia grave e Salvini sa che ciò significa andare alle urne, trasformando la prossima campagna in una pericolosa partita sull’euro, per di più senza le idee chiare su quale siano le alleanze.
Era più facile accettare Savona ed era più facile accettare Giorgetti. Ma allora che cosa c’è che non va? Alcune spiegazioni possibili, in attesa di fare chiarezza: 1) Salvini voleva liberarsi di un impegno con i 5S che non voleva né poteva mantenere; 2) la situazione economica italiana è molto peggiore di quella che viene detta e la nostra sovranità già più limitata di ciò che appare.
Per noi cristiani, che sappiamo che l’Europa è un ideale, anche se ora distorto, e che la pace tra Paesi europei non può essere messa in discussione, si tratta di un’ora grave, in cui occorre rifiutare a tutti i costi che la partita sia tra establishment pro-Europa e popolo no-Europa/Euro. Occorre lottare perché la partita rimanga tra europeisti popolari cristiano-liberali ed europeisti élitari socialisti.

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