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Quella versione di Astro del Ciel con troppo Zucchero e poco Natale…

Quella versione di Astro del Ciel con troppo Zucchero e poco Natale...
Astro del ciel – Zucchero from You Tube

Con un post sui principali social networks Zucchero annuncia e condivide la sua cover di “Astro del ciel” (clicca QUI per vedere il video musicale). L’artista però non esegue la versione tradizionale, ma “cambia alcune parole, non perché quelle originali non mi piacessero”, spiega lui “anzi, perché la considero una canzone universale di pace e di speranza, che va al di là di qualsiasi credo religioso.”

Nel video si ricordano i giorni del Natale 1914, quando, nelle trincee in cui vivevano da mesi, i soldati inglesi e tedeschi, cantando insieme proprio “Astro del ciel”, decisero di fare una tregua e di scambiarsi doni e vivere insieme qualche attimo di serenità.
Vengono rimosse quindi proprio le parole che fanno riferimento al mistero dell’Incarnazione e alla nascita del “Pargol divin” che questi giorni celebriamo, per fare posto allo spirito del Natale che per magia in una sola notte tra stelle, fiocchi di neve e accordi blues davanti al caminetto allevia tutte le sofferenze umane.

Non metto in discussione il talento dell’artista e l’arrangiamento della melodia che risulta comunque piacevole, ma non è chiaro perché in tutto questo la fede diventi come un qualcosa di ostile all’amicizia e alla pace dei popoli. Il pensiero che ne emerge è che la pace e la speranza trascendono la religione.
Ma per noi cristiani non è così. La pace e la speranza invocate dall’artista non possono prescindere dalla fede e dal mistero dell’Incarnazione ma anzi ne sono il frutto, la conseguenza. Esse scaturiscono da un credo specifico e non generico, da un evento accaduto realmente e non da una fiaba raccontata, e questo evento ha un tempo storico e un luogo determinati.
Nel Vangelo di Luca si racconta che ai pastori di Betlemme fu dato l’annuncio della nascita di Gesù e l’esercito celeste lodava Dio dicendo:”Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e pace in terra agli uomini che egli ama! ” (Lc 2,14).
Questa è la Pace dei cristiani, che nasce dalla vicinanza e dall’amicizia di Dio che è vivo e presente tra noi.
E i soldati di quella notte di Natale della prima guerra mondiale uscirono dalla trincea ispirati da questa Pace, non certo da regali, fiocchi di neve e notti stellate.

Senza l’annuncio evangelico non c’è spirito di Natale che tenga. Senza Incarnazione non c’è pace né consolazione per gli afflitti, niente è “calmo” niente è “d’or” come canta la canzone.
Al di là delle belle parole, quella di Zucchero rimane nient’altro che una semplice trovata commerciale natalizia.

Agli amici della Spigola i miei più cari auguri di Buon Natale!

Pesce Lima