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Si Deus est… (2° parte)

Se avesse ragione il materialismo (il caso, il fato, la necessità assoluta), né la colpa morale, né il lutto sarebbero realmente male, ma sarebbero semplicemente eventi che “appaiono” all’uomo, in una realtà non dotata di radicale libertà e senso, in una natura né buona, né cattiva.

È in gioco innanzitutto che cosa sia il male o chi sia il male. E la sfumatura chi/che cosa è questione centrale. Non solo per l’origine del male. E’ questione che vuole identificare, nominare, ciò che il male stesso sia (e non si può definire l’origine di qualcosa, se non si ha il coraggio di identificarlo). E’ questione che determina di conseguenza anche come il male si manifesti e quali siano le sue espressioni più proprie.

Ratzinger, ha acutamente asserito il carattere personale/non personale del male. Il maligno/il male è veramente nemico di Dio, è veramente nemico dell’uomo. Ma questa inimicizia è proprio nella forma della non personalità. Non ha forse il pensiero cristiano mostrato che si è persona proprio perché si hanno relazioni e che queste relazioni sono intessute di amore, di responsabilità, di fiducia, di fecondità, ecc.? Eppure il male è proprio colui che non ha queste relazioni, colui che ha scelto e sceglie di rifuggire da ogni relazione di amore, anzi di insidiare quelle che esistono, colui che si è tagliato fuori da ogni fiducia da prestare a Dio e all’uomo. Il male è rabbia, amarezza, tristezza, è l’immobilità glaciale (come lo ha ben descritto Dante). Ad una analisi precisa il male si rivela tutt’altro che goduria, piacere, passione per la vita, ma piuttosto come l’incapacità di gioire, di prendere parte. Il rifiuto di ogni relazione di bene diviene, infine, anche incapacità dell’amore di sé. Il male si rivela così come essere personale, nella forma della non persona.

E tutto questo perché non è semplicemente assenza di bene, come, pur acutamente, talune posizioni filosofiche sono arrivate a definire, ma, più radicalmente, assenza di quel bene che è Dio stesso, anzi opposizione decisa e determinata a Dio stesso, il cosciente volgergli le spalle. Rifiuto, non solo assenza di Dio. Il rifiuto di Dio è rifiuto dell’Origine della dignità personale umana, lotta contro il Creatore stesso che diviene tentativo di dissoluzione della stessa personalità umana.

Moscardino